lunedì 19 novembre 2018

Torta di mele e cioccolato

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Stamattina quando mi sono svegliata e sono scesa per preparare il caffè, ho trovato il prato completamente coperto di brina, la prima della stagione. 
Non vi nascondo che mi sono anche un po' emozionata quando, messo il primo piede fuori di casa, ho visto uscire il vapore dalla mia bocca. Ormai non ci speravo più.
Un cielo cristallino, l'aria frizzante che pizzica il naso, le mani gelate che si ritraggono dentro le maniche del maglione, mentre cerco di staccare due rose.
Prima di rientrare, però, infilo nelle tasche anche le ultime melette del raccolto di ottobre, quest'anno particolarmente dolci, perché mi è venuta voglia di una torta morbida, profumata di cannella e ricca di frutta e cioccolato.

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Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro:

2 o 3 mele dolci, medie 
1/2 limone, il succo
150 g di cioccolato fondente
150 g di burro a temperatura ambiente
130 g di zucchero di canna
1 cucchiaino raso di cannella
3 uova a temperatura ambiente
150 g di farina auto lievitante (in alternativa usate una farina 00 ed aggiungete 6 g di lievito per dolci)
1 presa di sale

Procedimento

Preriscaldate il forno a 180°, imburrate ed infarinate lo stampo, meglio se a cerniera.

1. lavate e asciugate le mele, sbucciatele, tagliatele a fettine sottili, raccoglietele in una ciotola ed irroratele di succo di limone.
2. tritate grossolanamente il cioccolato e fatelo fondere a bagno maria, a fiamma dolcissima, mescolando di tanto in tanto. Poi toglietelo dal bagno maria e lasciate intiepidire.
3. in una ciotola, con la frusta elettrica, lavorate il burro con lo zucchero e la cannella, per alcuni minuti. Il burro dovrà diventare molto cremoso e lo zucchero sciogliersi completamente.
4. unite le uova, una alla volta, sempre lavorando con la frusta elettrica e una presa di sale.
5. unite la farina setacciata incorporandola con una spatola, il cioccolato fuso e in ultimo le mele sgocciolate.
6. amalgamate velocemente senza lavorare troppo l'impasto e versatelo nella teglia.
7. infornate e cuocete per circa 40/45 minuti.

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venerdì 16 novembre 2018

Zuppa di cavoli e fagioli

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(per la casseruola si ringrazia Staub )

Dalla finestra del mio studio, osservo la betulla, proprio là, in fondo al giardino, mentre, senza fretta, si spoglia delle ultime foglie. Tra pochi giorni si addormenterà di nuovo, nuda e bianca, lasciando cadere ai suoi piedi, oltre alle foglie, solo qualche altro ramo secco, che poi raccoglierò per farne piccole fascine per la stufa. 
Da sempre lei è il mio 'termometro' stagionale, una presenza silenziosa, generosa e fiera, che scandisce ogni momento della mia giornata.

Mentre lei cade nel suo lungo sonno invernale, io torno, invece, a vivere, godendomi i primi giorni di freddo. Non avrei mai pensavo di poter arrivare a tanto, ma dopo una intera estate trascorsa boccheggiando, non desidero altro, adesso, che stringermi dentro vaporosi maglioni di lana e preparare pentoloni di zuppe bollenti.

Diamo quindi inizio al capitolo ZUPPE.

'Coli e fagioli', (Cavoli e fagioli) la chiamiamo così a Massa.
Per la ricetta devo ringraziare Gilda, mia cognata, che qualche settimana fa ce l'ha preparata così buona, ma così buona, che mi ha fatto venire la voglia di rifarla, più e più volte. 
La sua versione è con la sola verza,  utilizzando però non solo le foglie interne più chiare e tenere ma anche alcune di quelle più esterne, di un verde intenso, che donano alla zuppa un aspetto gradevole e meno uniforme. Di mio, dato che avevo ancora dell'ottimo guanciale, ho pensato di aggiungerlo tagliato a dadini, al soffritto. Ovviamente potete tranquillamente ometterlo anche se dona un tocco celestiale.


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( per il piatto si ringrazia Virginia Casa )

Ingredienti per 4/6 persone:

300 g di borlotti secchi
1/2 cipolla rosa
1 carota media
1 costa di sedano con foglie
2 patate medie
100 g di guanciale
1/2 verza
1 l di brodo vegetale  
1 foglia di alloro
1 ciuffetto di prezzemolo
olio extravergine d'oliva
sale 

Procedimento:
- il giorno prima sciacquate i fagioli, metteteli in ammollo in acqua fredda (cambiandola due o tre volte) per circa 12 ore.
- scolate i fagioli e metteteli in una casseruola con la foglia di alloro e il prezzemolo, coprite abbondantemente con acqua fredda, due o tre dita sopra, portate a bollore e poi abbassate la fiamma e cuocete dolcemente  per 1 ora e mezza circa, salando solo dopo un'oretta di cottura.
- a parte tritate la cipolla finemente, pelate la carota e il sedano, tagliateli a dadini, tagliuzzate anche le foglie del sedano (quelle chiare e tenere ), pelate e tagliate a pezzetti le patate, tagliate la fetta di guanciale a dadini. Staccate le foglie dalla verza, eliminate il costone centrale, lavatele e affettatele a striscioline.
- in una casseruola di ghisa o di coccio fate scaldare un bel filo d'olio, mettetevi il trito di odori e lasciate cuocere dolcemente per 5 minuti, unite le patate a tocchetti e il guanciale, lasciate insaporire e poi aggiungete metà dei fagioli borlotti con parte del loro brodo, allungate con altro brodo vegetale caldo e cuocete a fiamma dolce.
- nel frattempo passate i fagioli rimasti nel passa verdure e versate la purea direttamente nella zuppa, proseguendo la cottura.
- quando le patate inizieranno a diventare tenere aggiungete la verza fatta a striscioline, versate altro brodo (preparatevene sempre un po' di più) e proseguite fino a quando non sarà tutto ben cotto.
- servite la zuppa con olio, formaggio e crostini di pane casereccio. 

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(per il piatto e l'oliera si ringrazia Virgina Casa )

Alla prossima
Pippi



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mercoledì 7 novembre 2018

Pane di segale e semi

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Di tanto in tanto mi assale la voglia.
La voglia di impastare il pane.

Sono stata a lungo senza produrne, ho lasciato morire la mia pasta madre, ho smesso persino di mangiare pane e pasta con serenità, presa com'ero dai sensi di colpa, convinta fossero la causa principale della mia 'linea dormiente'. Poi col tempo ho capito che la mia linea dorme a prescindere e che in realtà, mangiare un piccolo piatto di pasta, la sera a cena, mi aiuta a combattere l'insonnia e a dormire meglio, che una sottile fetta di pane integrale tostato a colazione mi solletica il buon umore e che per un pranzo veloce, non c'è niente di meglio di pane e  pomodori che, non ci crederete, ancora maturano nel mio orto.

Mentre vi scrivo sto anche tentando di creare il mio lievito madre, spero di riuscire nell'impresa, altrimenti chiederò a qualcuno di donarmene una nocella da tirar su e curare come un bambino.

Nel frattempo non disdegno un buon pane fatto con lievito di birra che non è assolutamente il male, anzi anzi, ti permette di realizzare una pagnotta senza dover aspettare tempi biblici. Che poi sta a voi decidere la dose di lievito da utilizzare, in base al tempo che avete per far lievitare il vostro pane, meno lievito userete e più digeribile sarà. 

Per il momento vi lascio questa ricetta da realizzare in poco tempo e nel modo più semplice possibile. A me serve anche per riprendere la mano a panificare e a godermi, in un pomeriggio piovoso come questo, quel profumo di buono che pervade la casa mentre il pane cuoce in forno.


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Ingredienti:
300 g di farina di segale
200 g di farina 0
300/320 ml di acqua tiepida
10 g di lievito secco
5 g di malto diastasico oppure 1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di zucchero
semi di lino
semi di sesamo
semi di girasole
1 presa di sale
semola 

Mescolate le due farine, il malto diastasico e i semini vari, in una grande ciotola, sciogliete il lievito secco in poca acqua tiepida con lo zucchero.
Iniziate ad impastare unendo il lievito disciolto in acqua poi proseguite aggiungendo la restante acqua, poca alla volta, regolandovi in base alla capacità della vostra farina di assorbirne. 
Dopo aver impastato per circa 5 minuti, unite il sale e proseguite fino ad ottenere una palla morbida ed uniforme. Mettetela nella ciotola, fate un taglio a croce sulla superficie, coprite con un panno leggermente inumidito e tenetela a lievitare un paio d'ore in un luogo caldo e al riparo da correnti d'aria.

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(ciotola di Virginia Casa )

Quando avrà raddoppiato il suo volume, trasferite la pasta sulla spianatoia, con delicatezza, sgonfiatela leggermente e, come se fosse un tovagliolo, ripiegate i lembi di pasta verso il centro, poi capovolgetela sulla spianatoia, e con le mani fatela 'pirlare' in modo da aiutare la successiva lievitazione. 
Se avete una casseruola di ghisa o di terracotta, cospargete sul fondo della semola, sistematevi dentro la pagnotta, chiudete il coperchio e lasciate lievitare ancora un paio d'ore sempre in un luogo tiepido.
Preriscaldate il forno a 220 ° C.
Quando l'impasto avrà quasi raddoppiato il volume, con un taglierino ben affilato, fate due o tre tagli netti sulla superficie del pane, spolverate con la semola, chiudete di nuovo il coperchio, mettete in forno caldo e cuocete per circa 30/40 minuti (dipende sempre dal forno).
Negli ultimi minuti, togliete il coperchio alla casseruola, fate andare un pochino così e poi rigirate il pane sotto sopra, proseguendo la cottura fino a quando, battendo il fondo con un cucchiaio di legno, questo suonerà come vuoto.
Mettete il pane a raffreddare sopra una griglia, coperto però con un telo pulito. Se riuscite a resistere, affettatelo solo quando sarà ben raffreddato.

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Alla prossima, Pippi.



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giovedì 11 ottobre 2018

Testaroli al ragù di zucca e porcini

testaroli al ragù di porcini e zucca

Oggi il post è dedicato al protagonista indiscusso della cucina pontremolese, il testarolo.
Realizzato da una semplice miscela di acqua e farina,

I testaroli di Pontremoli

 è cotto in pesanti testi di ghisa fatti prima scaldare sulla brace rovente.

I testaroli di Pontremoli

Una volta pronto, il testarolo viene tagliato a piccole losanghe e consumato, come primo piatto,  dopo averlo gettato per pochissimi istanti in acqua bollente salata.

I testaroli di Pontremoli

Una tradizione che si rinnova quotidianamente in questa terra mossa e rigogliosa, stretta tra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna. 

Per il contest sul testarolo indetto da Tourday, all'interno della stessa manifestazione che ha come cornice il bellissimo borgo di Pontremoli e che si terrà nei giorni 20 e 21 ottobre 2018, ho pensato di tagliarlo a quadrotti più piccini e di condirlo con un semplice ragù, bianco, fatto di zucca, porcini e salsiccia, profumato però da un'erbetta aromatica che qui ha un nome quasi fiabesco: la nepitella.

Venite anche voi al Tourday che, attenzione, si legge esattamente: 'turdèi', in perfetto dialetto pontremolese e che significa 'tordelli', altro piatto principe della cucina lunigianese. Si tratta di un 'food/tour' dove mangi, bevi, cammini e scopri luoghi di interesse storico e culturale e poi botteghe, osterie, ristoranti e dove incontri tante belle persone, insomma, il divertimento è assicurato! 

testaroli al ragù di porcini e zucca

Ingredienti per 4 persone:

500 g di testaroli
500 g di funghi porcini freschi
200 g di polpa di zucca
2 salsicce
1 piccola cipolla bianca
nepitella o mentuccia
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Procedimento

- pulite i funghi con una spazzolina per eliminare il terriccio e passateli delicatamente con un panno inumidito, affettateli e tenete da parte; tagliate a cubetti piuttosto piccoli la polpa di zucca e tritate finemente la cipolla
- tagliate il testarolo a quadrucci non troppo grandi o a piccole losanghe
- in una padella fate scaldare 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva, mettetevi la cipolla tritata e fatela andare per qualche minuto a fiamma dolce fino a farla diventare trasparente.
- unite i funghi affettati, salate e pepate leggermente e fate cuocere per alcuni minuti, sbriciolate la salsiccia e aggiungetela ai funghi quasi a fine cottura.
- in una padella a parte scaldate un filo d'olio e fatevi saltare i dadini di zucca, salate e pepate solo alla fine.
- riunite gli ingredienti del ragù in un'unica padella, lasciate insaporire per qualche istante profumando con foglioline di nepitella o mentuccia.
- portate ad ebollizione abbondante acqua salata in una casseruola, abbassate la fiamma, calate i testaroli e lasciate in ammollo per circa 30 secondi, scolateli e metteteli direttamente nella padella con il condimento, irrorate con un filo di acqua di cottura e fate insaporire a fiamma moderata.
- servite subito e se gradite cospargete con del parmigiano reggiano grattugiato.


Un ringraziamento ad Acqua Farina e Fantasia  per avermi fornito i testaroli per la realizzazione della ricetta.

testaroli pontremolesi


Una menzione particolare ed un grazie di cuore va alle ragazze dell'Istituto Penitenziario Minorile di Pontremoli per il bel grembiule che hanno confezionato e ricamato per noi! 💗

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Alla prossima!

Pippi


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giovedì 4 ottobre 2018

Plumcake al cedro candito e pinoli

plumcake al cedro candito e pinoli - web-9187-2
 (per la tazzina da espresso in vetro borosilicato, linea Sorrento, si ringrazia  Zwilling )

La colazione è una cosa seria.
Serve del 'tempo' da dedicarle, un tempo pulito, nuovo, su cui poter scrivere.
Un tempo che prenderà forme diverse per ognuno di noi, nel corso della giornata,  ma la cui impronta, se giusta, riuscirà, forse, ad accompagnarci fino a sera rendendo tutto migliore.
Bastano pochi minuti per sedersi, allentare le preoccupazioni rimanendo ancorati a questo preciso istante: la luce sottile del primo mattino che inizia a filtrare attraverso la finestra, il silenzio ovattato della casa spezzato, qua e là, da qualche lontano brusio, la vita che torna lentamente a perdersi tra le strade, e poi di nuovo qui, ora, con un caffé fumante tra le mani e una seducente fetta di torta appena tagliata.  


plumcake al cedro candito e pinoli - web-9223

Ingredienti per uno stampo rettangolare di cm 21 x 12

250 g di farina 00
100 g di zucchero di canna
100 ml di olio di girasole
2 uova, a temperatura ambiente
1 bustina di lievito per dolci
poco latte, a temperatura ambiente
150 g di cedro candito
60 g di pinoli
un pizzico di sale

Procedimento

- Preriscaldate il forno a 180° C, ungete ed infarinate uno stampo rettangolare.
- Tagliate il cedro a dadini.
- In una terrina, con una frusta elettrica, lavorate le uova con lo zucchero per alcuni minuti in modo che diventino chiare e spumose.
- Setacciate la farina con il lievito ed aggiungetela alle uova con una spatola alternandola con l'olio a filo e poco latte (due o tre cucchiai) e una presa di sale. Il risultato dovrà essere un composto piuttosto consistente ma non eccessivamente duro quindi regolatevi con l'aggiunta di latte.
- Amalgamate all'impasto i dadini di cedro e i pinoli, lasciandone una parte di entrambi.
- Versate il composto nello stampo a cucchiaiate, livellate leggermente la superficie e cospargetela con i dadini di cedro e i pinoli tenuti da parte.
- Infornate e cuocete per circa 45/50 minuti (regolatevi in base al vostro forno). Se in cottura si dovesse scurire troppo, coprite con un foglio di alluminio.
Fate sempre la prova dello stecchino, se ne uscirà asciutto significa che il plumcake è pronto, altrimenti lasciatelo in forno per altri 5 minuti.
- Una volta tolto dal forno, lasciatelo riposare 10 minuti nello stampo prima di sformarlo, mettetelo a raffreddare su una gratella. Gustatelo a colazione o a merenda con un té.

(Foto sotto: per il vassoio rettangolare linea Abbazia si ringrazia Virginia Casa )

plumcake al cedro candito e pinoli - web-9201




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mercoledì 22 agosto 2018

Dolce di ricotta (gluten free)


dolce di ricotta gluten free

Torno quasi di soppiatto, rubando qualche ora al lavoro, perché avevo proprio voglia di spalancare di nuovo la finestra sul mio blog e riprendere le fila del discorso. Il mio, quello di sempre.

Il tempo saltella instancabile da un mese all'altro e senza quasi accorgermene sono qui che conto le ore che mancano alla fine di un'estate quanto mai calda e densa, densa di tante cose, tutte diverse.
Di umidità come mai prima e di lavoro da portare a termine nonostante lei non ti faccia respirare; di cieli stellati, sulla spiaggia, accompagnati dalla risacca, con i pescatori tutti in fila, sulla battigia, mentre il sole scende e si tuffa in mare, anche lui ha caldo.
Di mamma, la mia, la mattina presto, al fresco della palma, per un cappuccino, cornetto e focaccia al pomodoro, di nipoti in giro per il mondo che tornano a casa dopo mesi e li riscopri adulti e di un nipote piccolo, piccolo, minuscolo, che in questo mondo ancora non è venuto, Edoardo, Edo, sarà così che lo chiameremo il nostro amore?
Di amici vecchi, da coccolare e amici nuovi, nati sotto l'ombrellone come quando eri ragazzina, di buone notizie e di altre meno belle che non vorresti sentire mai, di ansie che ti bloccano lo stomaco e di inaspettati sospiri di sollievo.

La vita.

***Questo dolce l'ho preparato la prima volta per la sera di Ferragosto, cercando un dolce genuino, senza troppi orpelli e, anche se ho dovuto accendere il forno la sera prima, facendo la sauna, devo dire che ne è valsa davvero la pena. Apprezzatissima da tutti gli ospiti, io, quasi incredula.
Come sempre, la semplicità paga.


dolce di ricotta gluten free

Ingredienti:
750 g di ricotta
6 uova
5 o 6 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di liquore alle ciliegie
6 cucchiai di confettura di ciliegie

Procedimento
Raccogliete la ricotta in una ciotola e lavoratela con le fruste elettriche per renderla cremosa ed omogenea. Se avete una ricotta piuttosto umida, tenetela a scolare per un paio d'ore dentro un colino appoggiato sopra una ciotola, dentro il frigorifero.
Unite le uova leggermente sbattute con la forchetta, incorporandole una alla volta con una spatola, unite lo zucchero e mescolate bene. Se vi piace, aromatizzatela con un liquore oppure con scorza di limone grattugiata.
Rivestite una teglia rettangolare con della carta da forno, versate il composto di ricotta e uova, distribuite delle cucchiaiate di confettura qua e là ed infornate a 180° per circa 45/50 minuti.
A fine cottura, toglietela dal forno e lasciate che raffreddi appoggiando la teglia sopra una gratella, una volta arrivata a temperatura ambiente, mettetela in frigorifero per tutta la notte.



dolce di ricotta gluten free





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lunedì 23 luglio 2018

La Ribollita ( a modo mio )


La ribollita (a modo mio)
(In questo servizio: piatti, ciotolina, oliera di Virgina Casa)

Il caldo non riesce a fermare la mia voglia di zuppe. E' più forte di me. 
Le gusto tiepide, tiepide dopo che si sono ben riposate, addensandosi un pochino, consentendo ai vari sapori di assestarsi tra di loro.
Pane raffermo oppure riso integrale o farro, sono i miei complementi preferiti, i legumi non mancano mai e ora che ho dei pomodorini dolcissimi, in vaso, li aggiungo sempre, poco prima della fine cottura in modo che rimangano piuttosto integri senza alterare la loro dolcezza.

Effettivamente non 'ribollo' la zuppa (soprattutto in estate), a meno che non ne avanzi per il giorno dopo, eventualità piuttosto rara a casa mia. 

Ve la lascio semplice semplice, così com'è, l'unica mia accortezza, quando la preparo, è quella di non stracuocere gli ingredienti, aggiungendoli in tempi diversi, in modo da preservarne consistenza e colore.
A presto
Pippi


La ribollita (a modo mio)

Ingredienti per 4 persone:

(tempo cottura circa 40 minuti)

2 carote
3 o 4 gambi di sedano
3 o 4 zucchini
2 cipolle di Tropea
200 g di polpa di zucca
150 g di fagiolini
1 mazzetto piccolo di bietoline
1 mazzetto piccolo di cavolo nero
1/4 di testa di verza
due  manciate di pomodorini
300 g di ceci lessati
300 g di borlotti lessati
foglie di basilico
brodo vegetale o acqua q.b.
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
pane raffermo


La ribollita (a modo mio)

Procedimento:

- per prima cosa occupiamoci dei legumi: ho la buona abitudine di preparare regolarmente una buona quantità di legumi (soprattutto ceci e fagioli) mettendoli a bagno un giorno intero, cambiando acqua di frequente e poi lessandoli in casseruole separate con delle erbette aromatiche (tipo rosmarino, timo o salvia e uno spicchio d'aglio o uno scalogno ) e salandoli quasi a fine cottura. 
Una volta cotti, li condisco con un filo di olio e li suddivido in piccoli contenitori, adatti al freezer e che possono andare poi direttamente nel microonde, congelandoli con il loro liquido.
 In questo modo li avrò sempre a disposizione, aggiungendoli di volta in volta in piatti diversi: dalle zuppe, ai primi asciutti, ai contorni, ai secondi etc.

- pulite tutte le verdure e poi lavatele molto bene: raschiate le carote e tagliatele a rondelle o a dadini, affettate le coste di sedano (meglio se quelle tenere più centrali),  spuntate gli zucchini e i fagiolini tagliandoli a pezzetti, sbucciate le cipolle e tagliatele a spicchi, dividete la polpa di zucca a cubotti. 
Lavate le bietoline e spezzettatele con le mani, lo stesso fate per il cavolo nero eliminando il costone centrale, per quanto riguarda la verza, affettatela prima con un coltello affilato e poi sciacquatela molto bene sistemandola dentro un colapasta.

- in una casseruola capiente scaldate qualche cucchiaio di olio, fatevi rosolare la cipolla senza che imbiondisca, poi aggiungete le carote, il sedano e la zucca, insaporitele bene e versatevi parte del brodo, in modo che ne siano coperte, regolate di sale. Cuocete per alcuni minuti poi unite gli zucchini i fagiolini, la verza e il cavolo nero, aggiungete altro brodo bollente e proseguite la cottura. Quando mancheranno dieci minuti alla fine, unite le bietoline, i pomodorini ben lavati, i legumi e qualche foglia di basilico. In totale la zuppa dovrà cuocere in circa 35/40 minuti.
Non coprite con il coperchio, durante la cottura, soprattutto dopo che avrete introdotto gli ingredienti a foglia verde; tenetevi sempre del brodo caldo a portata di mano da aggiungere nel caso il liquido evaporasse troppo o semplicemente per regolarvi in base alla densità desiderata.

- nel frattempo tagliate il pane raffermo a dadini, conditeli con un filo d'olio e una spolverata di pepe nero, fateli tostare in forno sotto il grill oppure in una padella per alcuni minuti e tenete da parte.

- servite la zuppa, tiepida, nelle ciotole individuali, con i dadini di pane tostato, condite con un filo d'olio del pepe macinato fresco e qualche fogliolina di basilico.


La ribollita (a modo mio)









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mercoledì 18 luglio 2018

Torta salata di patate, fagiolini e salmone



torta salata di fagiolini, patate e salmone

Le cicale si sono svegliate solo da qualche giorno qui, con l'arrivo del sol leone, probabilmente.

Mi mancava, in effetti, qualcosa che completasse l'atmosfera estiva di questi giorni: il blu cobalto di un cielo finalmente pulito da ogni traccia di umidità, il profumo delicato di un sottobosco domestico e il mare che, da poco lontano, rimescola l'aria di saporita salsedine.
E poi, le cicale, con il loro canto d'amore.

Quest'oggi una torta salata con un ripieno morbido: patate, fagiolini, del mio orto, e un bel pezzo di salmone fresco, unica velleità che mi sono concessa, la panna acida che adoro ma che potete tranquillamente omettere.
In un attimo vi troverete in tavola un piatto leggero e completo.
Per il caldo? Preparatela la sera per il giorno dopo, sarà ancora più buona. 
Questa volta ho racchiuso la farcia con un guscio di pasta brisé ma potete anche semplicemente oliare e spolverare di pangrattato la pirofila,  sostituire il salmone fresco con delle acciughe e al posto del prezzemolo, se lo avete pronto, qualche cucchiaiata di pesto.


torta salata di fagiolini, patate e salmone
(teglia e piatto Villa D'Este Home Tivoli)

Ingredienti
1 rotolo di pasta brisé
350 g di patate
250 g di fagiolini freschi
200 g di salmone fresco 
150 g di panna acida
50 g di pecorino romano grattugiato
2 uova
prezzemolo
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
pangrattato q.b.


torta salata di fagiolini, patate e salmone
(piatti Villa D'Este Home Tivoli )

Procedimento.
- preriscaldate il forno a 200° C.
- pelate le patate e spuntate i fagiolini già lavati, cuoceteli a vapore mettendo nel cestello, per prime, le patate a pezzi, passati 10 minuti di cottura, aggiungete anche i fagiolini, cuocete per una mezz'oretta in tutto.
- passate le patate nello schiaccia patate e ricavatene una purea, tagliate i fagiolini a tronchetti, tritate il prezzemolo con lo spicchio d'aglio a cui avrete tolto l'eventuale germoglio centrale.
- nello stesso cestello dove avete cotto le verdure, cuocete anche il filetto di salmone a cui avrete tolto la pelle con un coltello ben affilato. Basteranno una decina di minuti, dopodiché, sbriciolatelo in un piatto eliminando le lische se presenti.
- in una ciotola riunite le patate schiacciate, il prezzemolo e l'aglio tritati, la panna acida, il pecorino grattugiato, i fagiolini, lasciandone alcuni per decorare la torta, il salmone sbriciolato e le uova. Mescolate bene il tutto, regolate di sale e pepe e se l'impasto dovesse risultare troppo umido, unite del pangrattato.
- ungete con poco olio la pirofila, stendetevi la pasta brisé, bucherellate il fondo, cospargete anche questo con una spolverata di pangrattato, versatevi la farcia, livellatela, guarnite con i fagiolini rimasti, un cucchiaio di pecorino e un filo d'olio, fate ricadere i bordi della pasta verso l'interno ed infornate subito.
- cuocete per circa 40/50 minuti (ma dipende da come lavora il vostro forno)

torta salata di fagiolini, patate e salmone
(insalatiera e piattino Villa D'Este Home Tivoli)

torta salata di fagiolini, patate e salmone
(teglia Villa D'Este Home Tivoli)

Servitela tiepida o a temperatura ambiente accompagnandola con una delicata insalata di pomodorini.

torta salata di fagiolini, patate e salmone



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lunedì 9 luglio 2018

Brodetto di Porto Recanati - "Brodetto Mon Amour ! " -


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Pesce, pesce e ancora pesce nel mio ultimo libro, Brodetto Mon Amour! freschissimo di stampa (Trenta Editore ).

Navigando di costa in costa, passando dall'Adriatico al Tirreno, abbiamo raccolto tante belle ricette di zuppe di pesce che, se pur con dialetti differenti, raccontano, con la stessa lingua, una parte importante della storia culinaria del nostro paese: una cucina popolana e popolare (nel più bel significato del termine), nata sui pescherecci, dedita alla convivialità e così densa di colori, profumi e tradizioni.

Celebrare il brodetto nostrano non significava però dimenticarci di quelli, altrettanto speciali, tipici di molti paesi del mondo.
Quindi, in un viaggio ideale attraverso mari lontani, dalla Finlandia alla Thailandia, abbiamo scelto una manciata di zuppe di pesce che sono chiara espressione delle eccellenze culinarie dei loro rispettivi paesi.

Dato che ogni libro è però il frutto di un lavoro condiviso, di competenze e professionalità ben distinte ed indispensabili per un risultato di successo, non posso non dire grazie a Francesca Monaco, autrice marchigiana, per aver scritto un'introduzione così appassionata in cui racconta anche attraverso ricordi personali, la storia e le curiosità intorno al brodetto, a Massimo di Cintio, giornalista abruzzese, per la sua amabilissima prefazione in cui sottolinea la complessità di sfumature di un piatto, apparentemente semplice, come il brodetto, che, come lui sottolinea, 'più di ogni altra cosa, rappresenta un fatto identitario'. 

Grazie infine, di vero cuore, a Barbara Carbone, il mio editore, a Maddalena Baldini e al grafico Mariapaola Bossini per le loro intuizioni, e perché averle al mio fianco mi permette di lavorare con serenità. E' come dormire tra due, anzi tre, cuscini!
💓
Il libro è già disponibile nelle migliori librerie, oppure potete ordinarlo su Amazon.it.

Brodetto mon amor!

Brodetto di Porto Recanati

Ingredienti per 4/6 persone:

1,5 kg di pesce misto, pulito (seppie, triglie, gallinella, filetti di merluzzo, tranci di rana pescatrice, sogliola, cicale di mare )
300 ml di brodo di pesce
1 piccola cipolla
1 busta di zafferano
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 bicchiere di acqua bollente
1 pugnetto di farina
olio extravergine d'oliva
sale

Procedimento:

Tagliate ad anelli o a striscioline le seppie, sfilettate le triglie, le gallinelle, spellate le sogliole ed incidete i gusci delle cicale.
Tagliate a pezzi regolari i pesci più grandi in modo che possano avere una cottura uniforme e asciugateli con carta da cucina.

Tritate finemente la cipolla, fatela imbiondire in una casseruola con 3 cucchiai di olio extravergine; quando sarà diventata trasparente, unite le seppie, rosolate e poi sfumate con un po' di brodo caldo. Sciogliete lo zafferano nel brodo rimanente, versatelo nella casseruola sopra le seppie e aggiustate di sale.
Chiudete con il coperchio e lasciate sobbollire dolcemente per 15 minuti.

Nel frattempo, infarinate i pesci, salateli leggermente e in un'altra casseruola disponeteli a strati, mettendo alla base i pesci dalla carne più soda e sopra quelli più delicati (sogliola, triglia e cicale).

Posizionate in alto le seppie e il loro brodo, unite anche il vino bianco, il mezzo bicchiere di acqua bollente e cuocete per altri 15 - 20 minuti, senza mai mescolare i pesci per non romperli, ma scuotendo la casseruola di tanto in tanto, in modo da evitare che si attacchino al fondo.

A fine cottura, aggiungete qualche fogliolina di prezzemolo e servite con crostini di pane abbrustolito.

Brodetto di Porto Recanati - Trenta Editore web-6203
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venerdì 6 luglio 2018

Torta salata di spinaci e guanciale


torta di spinaci e guanciale web-7171

Quante volte in queste ultime settimane ho preso in mano il blog tentando di finire di scrivere questo post. 
Sono i piccoli inciampi quotidiani che ogni tanto accadono mentre siedo alla mia scrivania pensando, con soddisfazione, di essere riuscita a ritagliare un'oretta di tempo solo per me.

Serve del tempo infatti per raccogliere le idee e raccontare, per esempio, di come stai cambiando da quando, un pomeriggio di un anno fa, al culmine di un periodo tremendo per la tua schiena malandata, facesti una promessa a te stessa.
Sul prato di casa, seduta a gambe incrociate, non senza difficoltà, in un cerchio ideale fatto di una manciata di amiche, tra cui Monica, una brava insegnate yoga, per gioco o per davvero (ti ci sei aggrappata con le ultime forze a tua disposizione), con gli occhi ancora chiusi e i palmi delle mani che si sfioravano di fronte al petto, il cuore grato e pieno di emozioni, seguendo le parole dell'insegnante, gettasti quel 'semino' in un terreno soffice e fertile. 
Da allora, ogni singolo giorno, curi e nutri quel semino che nel frattempo è cresciuto e che, attraverso la pratica yoga quotidiana, ti sta aiutando a ritrovare un 'centro' che fino ad un anno fa te lo sognavi.

Serve tempo per tutto, però, anche solo per gustarmi il mio blog, lo specchio su cui mi rifletto da oltre 10 anni, nel bene e nel male:  io, così come sono, mai titolo fu più calzante.

P.S. avete notato il look rinnovato e pieno di freschezza grazie al mio angelo custode Sara Bardelli?

Ed ora la ricetta. E' una torta salata molto 'easy' che faccio spesso e chi mi è vicino conosce molto bene.
A presto
Pippi

torta di spinaci e guanciale web-7184

INGREDIENTI per uno stampo da circa 26 cm di diametro:

Per la pasta:

350 g di farina 0
30 g di burro freddo
40 g di olio extravergine d'oliva
sale 
acqua fredda q.b. 

Per la farcia:

1 o 2 cipollotti di Tropea
800 g / 1 kg di spinaci freschi
100 g di guanciale a dadini
60 g di pecorino romano grattugiato
2 cucchiai di ricotta di pecora
1 mazzetto di prezzemolo
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e noce moscata
pangrattato q.b.

Procedimento:

* Per prima cosa prepariamo la pasta che dovrà riposare almeno una mezz'ora prima di essere stesa in una sfoglia sottile.
- in una ciotola capiente mettete la farina 0 con un pizzico di sale, unite i dadini di burro e iniziate a sfregare, tra le dita, il burro con la farina, per ottenere un impasto con delle briciolone, versate, a filo, l'olio e lavorate sempre in questo modo. Aggiungete l'acqua, un cucchiaio o due alla volta, impastando con le mani fino a quando otterrete un composto bello uniforme. Trasferite l'impasto su una spianatoia in modo da lavorarlo meglio.
- sistemate la palla di impasto sulla spianatoia coperta da una ciotola capovolta e lasciate che riposi almeno 30 minuti. 

** Mentre la pasta riposa, occupiamoci della farcia.
- sbucciate i cipollotti e tritateli molto bene
- lavate gli spinaci e lessateli in poca acqua bollente salata, poi scolateli, strizzateli bene una volta che si saranno leggermente intiepiditi e tritateli a coltello.
- in una padella fate scaldare 2 cucchiai di olio, unitevi il trito di cipolla, cuocete a fiamma dolcissima per alcuni minuti, dopodiché unite anche il guanciale a dadini che dovrà rosolarsi delicatamente.
- aggiungete all'intingolo gli spinaci tritati, rimettete la padella su fiamma moderata e  lasciate che se ne insaporiscano.
- trasferite la farcia in una ciotola e fate raffreddare, poi insaporite con la noce moscata, il pecorino romano, la ricotta di pecora e il prezzemolo tritato. Mescolate bene e tenete da parte.

*** Adesso assembliamo la torta mentre il forno si riscalda a 170/180° C.
- dividete la pasta in due parti di cui una leggermente più grande dell'altra e stendetele molto sottilmente.
- ungete una teglia da crostata con fondo amovibile, rivestite il fondo con il disco di pasta più grande, lasciando che i lembi sbordino verso l'esterno, bucherellate la base con i rebbi di una forchetta e cospargete con un velo di pangrattato.
- riempite il guscio con la farcia che distribuirete aiutandovi con una spatola.
- ricoprite con il disco di pasta più piccolo, anche questo ben bucherellato e rialzate i lembi adagiandoli sopra il disco di pasta che fa da coperchio.
- in una ciotolina emulsionate 2 o 3 cucchiai di olio con poca acqua e un pizzico di sale, spennellate la generosamente questa sulla torta ed infornate.
- cuocete per circa 35/40 minuti (dipende dal forno) .


torta di spinaci e guanciale web-7180
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venerdì 1 giugno 2018

Il polpettone della domenica


il polpettone della domenica
(piatto blu Villa d'Este Home Tivoli )


E' un periodo di totale lentezza che mi sto concedendo come un piccolo regalo, prima dell'inizio di un nuovo progetto che si fa sempre più imminente.
Le giornate scivolano via, così, lievemente, mentre mi godo ogni più piccolo istante dal mattino appena apro gli occhi alla sera, quando, serena mi infilo di nuovo sotto le lenzuola fresche.

Il mare del mattino riempie i miei occhi e mi fa respirare come non facevo da anni, la mia pratica di yoga quotidiana, grazie alle mie brave insegnanti, nutre ogni giorno un po' di più la mia consapevolezza e allenta le tensioni del mio corpo, la mia mamma, colorata e sorridente, e le colazioni che ci facciamo in giro per la città mi mettono allegria, mentre Leopoldino, con le nostre conversazioni intense ma 'silenziose' mi fa sciogliere d'amore. 

Bisognerebbe esser capaci di ritagliarsi dei piccoli momenti di grazia come questi, anche quando si sta lavorando intensamente, cercando di non perdere il centro. Il centro di tutto.
Questo sarà il mio prossimo obiettivo.

Nei momenti di pausa dal lavoro mi godo anche gli amici lontani che ogni tanto vengono a trascorrere un fine settimana da noi. E' per loro che ho preparato, questo polpettone della domenica, promettendogli di pubblicare presto la ricetta sul blog.
Eccomi qui, Teresa,  a mantenere la promessa.


Polpettone di carne
(piatto blu Villa d'Este Home Tivoli )

Quando preparo l'impasto del polpettone non lesino sulle dosi degli ingredienti in modo che me ne vengano almeno tre. Li incarto come fossero caramelle nella carta da forno e li immergo in una pentola di acqua bollente, una volta scolati e ben raffreddati, tolta la carta, li riavvolgo, più e più volte, nella pellicola alimentare, dopodiché li metto nel congelatore.

Nella proposta di oggi ho preferito la versione più leggera accompagnando il polpettone lessato con una insalata mista e condendo entrambi con una semplice emulsione di succo di limone e olio extravergine d'oliva.
Se preferite però donargli una veste più 'importante', fate in questo modo: preparate una teglia di verdure da cuocere in forno (melanzane, zucchine, cipolle, peperoni ) e, quasi a fine cottura, quando mancheranno dieci o quindici minuti, fate un po' di spazio nella teglia tra le verdure, adagiatevi il polpettone lessato o scongelato, girandolo un paio di volte in cottura in modo che rosoli nell'intingolo, assumendo un colorito più dorato e sentirete che gusto!

Ingredienti per 3 polpettoni:

800 g di spinaci freschi puliti
600 g di macinato di manzo
300 g di macinato di maiale
300 g di mortadella tritata
1 o 2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
200 g di pane in cassetta
1 bicchiere di latte scarso
100 g di parmigiano reggiano grattugiato
4 uova
pangrattato q.b.
sale, pepe e noce moscata 

Procedimento

1) Lessate velocemente gli spinaci in poca acqua salata, poi scolateli, strizzateli e lasciateli raffreddare. Una volta freddi, tritateli con con il coltello.
2) In una ciotola capiente riunite la carne macinata, la mortadella tritata, l'aglio e il prezzemolo tritati finemente. 
3) Spezzettate il pane in cassetta in una ciotola e bagnatelo con il latte, poi con le mani lavoratelo in modo che si ammorbidisca bene.
4) Unite alle carni gli spinaci tritati, il pane ben strizzato, il formaggio e regolate di sale, pepe e abbondante noce moscata. Lavorate l'impasto con le mani in modo renderlo uniforme.
5) Sigillate la ciotola con della pellicola alimentare e lasciate riposare in frigorifero per una mezz'oretta almeno.
6) Tirate fuori la ciotola dal frigorifero, unite le uova, leggermente sbattute con una forchetta, amalgamando il tutto con le mani. Se l'impasto dovesse risultare troppo umido, aggiungete del pangrattato e impastate di nuovo.
7) Prendete della carta da forno, mettetevi al centro una parte dell'impasto (ci verranno circa 3 polpettoni) modellatela con le mani in modo da formare un cilindro, racchiudetela con la carta come se fosse una caramella, chiudete le estremità con dello spago da cucina, dando un paio di giri anche nel mezzo.
8) Immergete i polpettoni così incartati in una casseruola con l'acqua salata che bolle, alla ripresa del bollore cuocete per circa 35/40 minuti, dipende da quanto sono grandi i polpettoni.
9) Scolateli e lasciateli intiepidire prima di tagliarli a fette e servirli.

Polpettone di carne
(piatti blu Villa d'Este Home Tivoli )





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lunedì 21 maggio 2018

Filetto di baccalà in coccio con porri e noci


filetto di baccalà in coccio


A volte ritorno.
Prendo un bel respiro, spalanco la porta e  mi riapproprio del mio piccolo spazio, qui sul web.

Negli ultimi tempi gli impegni di lavoro, la famiglia e qualche momento di stanchezza, mi hanno tenuta lontana dal blog, del resto quando le parole ti si prosciugano dentro, non sempre si riesce a far finta di niente.
La vita, fuori di qui, quella vera intendo, quella con cui fai i conti giorno dopo giorno, è sempre un tantino più complicata di quello che vorremmo. Farsi travolgere è un attimo ed io, ci riesco benissimo. 
Ogni tanto, quindi, il 'silenzio' diventa prezioso, aiuta a ritrovare la strada, a riprendere il cammino con maggiore consapevolezza e determinazione. 
Per me è stato così, in questo ultimo anno ho incontrato delle persone che senza neanche rendersene conto, mi hanno indicato la strada.
Il percorso è ancora lungo ed in salita, lo so, ma mi ci sto dedicando con infinita gratitudine. Namasté.


Baccalà with leeks and walnuts



La ricetta di oggi, in realtà, è un tantino fuori stagione, ma avevo promesso ad alcuni di voi che l'avrei pubblicata sul blog e quindi eccomi qui, meglio tardi che mai:


Ingredienti per 4 persone:

600 g di filetto di baccalà già ammollato
2 porri medi
50 g di gherigli di noci
qualche rametto di prezzemolo
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Procedimento:

Pulite il porro e tagliatelo a rondelle, lavatelo molto bene sotto acqua corrente mettendolo in un colapasta.
Tagliate il filetto di baccalà a tranci, eliminate la pelle con un coltello affilato e le eventuali lische rimaste, con una pinzetta.
In una casseruola fate scaldare 5 cucchiai di olio, mettetevi il porro e lasciate che appassisca a fiamma dolce, poi unite le noci e i tranci di baccalà che potrete anche infarinare se preferite un sughetto più denso. Fate rosolare leggermente i tranci in ogni lato prima di aggiungere un goccino di brodo vegetale o acqua calda per allungare l'intingolo e permettere al baccalà di cuocere meglio. 
Regolate di sale e pepe facendo attenzione a non esagerare però con il sale.
Cuocete con il coperchio per una ventina di minuti senza mescolare con il cucchiaio ma semplicemente scuotendo il tegame.  
Tritate il prezzemolo ben lavato e asciugato ed aggiungetelo a fine cottura.
Servite il baccalà con una polentina bianca.






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giovedì 22 febbraio 2018

Busiate integrali con broccoli, pistacchi e semi di zucca


busiate ai broccoli, pistacchi e semi di zucca

Questa è la mia quotidianità: pasta, cereali o pane integrale e molte verdure, nocelle e semi di ogni tipo che si sa, fan tanto bene.
A volte, per lavoro mi ritrovo a 'smontare' le ricette più disparate e a ridurle all'essenziale per preservare forma, consistenza e colore degli ingredienti, evitando cotture o interventi aggressivi. Alla fine, questo, è diventato anche il mio modo naturale di cucinare e mescolare gli ingredienti tra loro cercando di non coprire i sapori ma di rendergli giustizia, con semplicità.

Un pasto gentile per tutti i giorni, insomma, che emana profumo di buono, incanta gli occhi e prepara il palato a gustarlo con tutta calma.

Ingredienti per due:

160 g di pasta integrale
1 piccolo piede di broccolo
1 manciata di pistacchi sgusciati, non salati
1 cucchiaio di semi di zucca
1 spicchio d'aglio in camicia
olio extravergine
sale
Procedimento
Mondate il broccolo e dividetelo in cimette, fatelo cuocere al vapore per una decina di minuti scarsi in modo che rimanga bello al dente.
In una padella scaldate 2 cucchiai di olio extravergine con lo spicchio d'aglio in camicia, schiacciato. Fatelo rosolare delicatamente senza che si bruci solo per insaporire l'olio (se volete potete anche aggiungere del peperoncino fresco). Togliete l'aglio e mettete i pistacchi e i semi di zucca, fateli tostare leggermente poi unite le cimette di broccolo, regolate di sale e fate saltare per pochi istanti.
Nel frattempo lessate la pasta, scolatela al dente e buttatela nella padella con il condimento, rimestate per 1 minuto e servitela immediatamente.
Potete aggiungere del parmigiano o pecorino grattugiato oppure assaporarla così com'è, semplice e buona.

Pasta with broccoli, pistachios and pumpkin seeds
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lunedì 12 febbraio 2018

Mattonelle di biscotto con crema al mascarpone e meringhette


Mattonella alla crema di mascarpone - web-5647

Ci sono dolci che mi fanno fare un balzo nel passato, alle festicciole di compleanno che organizzavamo nel giardino condominiale, io e mia sorella. Siamo entrambe nate a maggio a tre anni e una settimana di distanza e questo era uno dei dessert più gettonati tra gli anni '70/'80.
Ne parlavamo, con un briciolo di nostalgia, qualche giorno fa e subito ci sono tornati alla memoria tanti piccoli particolari di quei pomeriggi, in attesa degli ospiti, trascorsi a preparare tartine con la farcia di tonno, gruyère e capperi guarnite da pezzetti colorati di giardiniera o quelle spalmate di burro e alici che poi servivamo nel bel 'tabarè' di fibra di vetro di mamma, con rose e fiori pastello e di quei piccoli panini tondi, imbottiti di salame e prosciutto, avvolti in tovagliolini rossi e sistemati dentro cesti di vimini. 
Bastava veramente poco: delle tavole appoggiate ad un paio di cavalletti proprio a ridosso dell'albicocco, ricoperte da colorate tovaglie di carta e un giradischi per ballare. 

Vi scrivo la ricetta qui di seguito e spero mi lascerete, nei commenti, qualche ricordo che, ne sono sicura, vi lega a questo piccolo, indimenticabile dessert.
A presto
Pippi


Mattonella alla crema di mascarpone - web-5677

Ingredienti:

30 biscotti secchi tipo 'marie'
2 tazzine di caffè
3 cucchiai di latte
2 cucchiaini di zucchero

Per la crema al mascarpone:

500 ml di latte intero 
4 tuorli
100 g di zucchero
50 g di farina
1 scorza di limone (non trattato)
200 g di mascarpone

Per le meringhette:

130 g albumi a temperatura ambiente ( i 4 albumi che mi sono avanzati dalla preparazione della crema)
240 g di zucchero semolato fine
6 g di cremor tartaro
28 g di amido di mais
cacao in polvere, non zuccherato

Procedimento
Iniziamo con la crema pasticcera che poi andrà fatta raffreddare.
- Lavate e asciugate il limone e con un pela patate ricavatene una o due scorzette sottili.
- In una casseruola mettete a scaldare il latte con le scorzette e un paio di cucchiaini di zucchero presi dal totale.
- In una ciotola raccogliete i 4 tuorli con lo zucchero rimasto ed iniziate a montarli con le fruste elettriche fino a farli diventare belli spumosi e chiari chiari.
- Setacciatevi la farina ed incorporatela bene sempre con le fruste elettriche al minimo della potenza.
- Quando il latte sta per raggiungere l'ebollizione, prelevatene un mestolo o due e versatelo nella ciotola con le uova mentre azionate di nuovo le fruste elettriche al  minimo.
- Travasate la crema di uova nella casseruola e portate ad ebollizione mescolando spesso in modo che la crema non si attacchi al fondo della casseruola e non formi dei grumi (nel qual caso utilizzate per mescolare la frusta a mano).
- Quando la crema raggiunge l'ebollizione (vedrete delle bolle grosse formarsi sulla superficie) cuocete per un minuto e poi togliete dal fuoco.
- Prendete una ciotola pulita e trasferitevi la crema eliminando prima le scorzette di limone, livellatela bene e copritela con una pellicola alimentare a contatto in modo da eliminare l'aria e non si formi la pellicina sulla superficie.
- Fate raffreddare il più rapidamente possibile la crema, immergendo la ciotola in acqua ghiacciata e poi riponendola in frigorifero.

Mentre la crema raffredda preparate le meringhette con gli albumi che vi sono avanzati. Di volta in volta il peso può variare quindi pesateli e facendo delle proporzioni calcolate il peso degli altri ingredienti. Preriscaldate il forno a 85° e preparatevi almeno tre teglie foderate con carta da forno.
Quando cuocio le meringhe in più strati contemporaneamente metto l'impostazione di cottura ventilata, sia sotto che sopra.

- Mettete gli albumi nella ciotola del robot con le fruste a filo ed aggiungete il cremor tartaro o il succo di limone, circa un cucchiaio o due. NON METTETE SALE.
- Nel frattempo mescolate lo zucchero con l'amido di mais.
- Iniziate a montare gli albumi a velocità minima aumentando di poco.
- Quando il volume degli albumi sarà diventato almeno 4 volte quello iniziale, cominciate ad aggiungere un cucchiaio di zucchero alla volta, aumentando di conseguenza anche la velocità.
- Continuate a montare a velocità sostenuta per alcuni minuti fin quando gli albumi diventeranno lucidi e formeranno dei picchi sodi.
- Riempite una sacca da pasticcere e formate le meringhette direttamente sulla carta da forno che avrete incollato alla teglia con una spennellata di albume montato ai quattro angoli, spolveratele con del cacao in polvere.
- Infornate e cuocete per 3 ore lasciando che si raffreddino nel forno.

Consiglio pratico: di solito preparo la crema pasticcera la sera prima. Mentre la lascio riposare in frigorifero durante la notte, inforno le meringhe, imposto il forno in modo che si spenga automaticamente allo scadere delle 3 ore e la mattina ritiro la crema dal frigo e le meringhette dal forno.

- Lavorate la crema pasticcera in modo da renderla di nuovo cremosa, amalgamatela con il mascarpone e mettetela in una sacca da pasticcere.
- Miscelate il caffè che avrete zuccherato pochissimo, con il latte, ed imbevetevi velocemente in biscotti. Sistemate li in una pirofila oppure in un piatto da portata, come ho fatto io, se volete preparare delle mono porzioni, poi farcite i vari strati con dei ciuffetti di crema.

 Rimettete in frigorifero fino a dieci minuti prima di consumarli, a questo punto decorate ogni mattonella con una meringhetta e servitele ai vostri ospiti.


Mattonella alla crema di mascarpone - web-5665



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venerdì 26 gennaio 2018

Risotto alla verza e speck


Risotto with cabbage and speck

La mattina, subito dopo colazione, ho l’abitudine di uscire per qualche minuto in giardino. Il più delle volte Leopoldo mi segue, inciampa tra i miei piedi o caccia lucertole invisibili. Se fa freddo, però, non si spinge oltre la soglia di casa da dove, come una sfinge, rimane immobile, senza perdermi di vista, impaziente ed anche un po’ scocciato.

Stamattina, però, l’aria era mite, siamo quindi usciti insieme, con decisione: io brandendo guanti e cesoie, lui abbaiando al vicino di casa.

E’ un po’ che lo tengo d’occhio, un tenero bocciòlo apparso tra i rami del cespuglio di rose che vive abbarbicato alla pergola del kiwi. Ha resistito alla pioggia, al vento e, nel frattempo, è cresciuto fino a schiudere i suoi petali di un rosa intenso.
Sfodero allora le mie cesoie e, con mano guantata, ferma e sicura, conto con attenzione le gemme, ne lascio una sulla pianta e recido in obliquo il gambo. Fatto. E’ ora che venga a casa con me.
***
Viste le premesse, lo ammetto, oggi mi sento in quel par stato d’animo che trasforma gli occhi in cuoricini e fa venir voglia di stringere il mondo intero in un solo abbraccio. Per ora mi accontento di abbracciare il mio amore appena rientra a casa, fargli trovare una bella tavola apparecchiata e un primo morbido e confortevole come solo un qualsiasi risotto può essere.
Striscioline di tenerissima verza, speck croccante e qualche noce di mascarpone per mantecare, rendono particolarmente profumato e cremoso questo risotto.
Preparatevi in anticipo del brodo vegetale fatto con carota sedano, cipolla e un gambo o due di prezzemolo, scegliete una cipolla dolce e tritatela finissima per il fondo, ma anche scalogno o porro ci stanno benissimo. Desiderando un risotto delicato ho scelto la verza perché ha un gusto meno pungente rispetto ad altri tipi di cavolo, ma, se al contrario, preferite un contrasto più rustico e deciso, abbinate nel risotto, cavolo nero , speck o guanciale e mantecate con una puntina di taleggio.
Ed ora non mi resta che lasciarvi la ricetta.
A presto.

Risotto with cabbage and speck

Risotto alla verza e speck
Per 4 porzioni
Tempo preparazione 15 minuti
Tempo cottura 20 minuti
Ingredienti
5 o 6 foglie di verza, le più tenere
100 g di speck già tagliato a fiammifero
½ cipolla
1 noce di burro
320 g di riso Carnaroli
½ bicchiere di vino bianco, secco
1,2 litro circa di brodo vegetale, bollente
3 o 4 cucchiai di mascarpone
Una presa di sale
Procedimento
Staccate dalla verza quattro o cinque foglie tra le più tenere, lavatele sotto acqua corrente, tamponatele con un telo pulito. Con un coltello affilato eliminate la costola centrale delle foglie e tagliatele a striscioline.
Fate scaldare una padella antiaderente e fatevi tostare 1/3 dello speck, per pochi istanti, toglietelo e nella stessa padella fate invece appassire 1/3 delle striscioline di verza che serviranno per la decorazione finale del piatto, se necessario aggiungete un filo d’olio extravergine.
Pelate la cipolla e tritatela fine fine, aggiungetela nella casseruola in cui avrete fatto fondere dolcemente la noce di burro e lasciate che diventi quasi trasparente. Versate adesso il riso Carnaroli e fatelo tostare per almeno un minuto, mescolando con un cucchiaio di legno in modo che i chicchi si sigillino alla perfezione con il calore, sfumate con un goccino di vino bianco e lasciatelo evaporare, sempre mescolando.
A questo punto aggiungete i 2/3 di verza e di speck, fate insaporire bene e poi iniziate ad aggiungere il brodo, un paio di mestoli alla volta, man mano che verrà assorbito dal riso.
Procedete in questo modo fino alla cottura al dente del riso, aggiustando se necessario con una presa di sale.
Togliete dal fuoco e mantecate il risotto con il mascarpone, servitelo nei piatti singoli, guarnendo con le striscioline di verza e speck tenuti da parte.
Risotto with cabbage and speck



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