venerdì 11 aprile 2014

Mattonella ai mirtilli al profumo di timo

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Siamo tornate alle nostre abitudini del mercoledì.

Lei con la sua giacchina  rossa di lana cotta, il foulard leggero legato al collo, un filo di trucco e le gote tornate rosee come sempre. E’ seduta di fianco e ogni tanto le sfioro la gamba, il braccio, la guardo mentre ride e chiacchieriamo di tutto e facciamo progetti per l’estate... è di nuovo qui accanto a me, felice.

La giornata è calda, piena di sole, scorrono sotto di noi campi immensi, grassi, rigogliosi; magnifici aironi cinerini si alzano in volo e  sembra un paesaggio così diverso adesso, dopo il lungo inverno piovoso in cui ci erano apparsi così desolati e tristi, sommersi com’erano da una coltre d’acqua stagnante. Questo tratto di strada che da Massa ci porta a Pisa, lo avremo fatto non so quante volte in questo ultimo anno, lei però lo vive sempre come una novità e mi dice, soddisfatta: “ vedi, ora andrei fino a Roma”, come se Roma fosse in capo al mondo. Quasi quasi la prossima volta tiro dritto e ce la porto. 

La meta di oggi, a parte una breve visita di controllo e la conferma di una bellissima notizia che aspettavamo, è l’Ikea. E non tanto per le cose da comprare.

*Non ridete vi prego, so benissimo che per una foodblogger e una mamma che fa manicaretti ogni giorno della settimana non fa elegante, ma noi adoriamo le polpette servite con la confettura di ribes e le patatine novelle, in più aggiungiamo sempre, una porzione (in due) di patatine fritte come antipasto. Ecco l’ho detto, mamma, ora lo sanno tutti.*

Dopo un primo momento di piacevole sorpresa perché la sala ristoro di questa Ikea pisana è davvero grande e colorata come non ne aveva mai viste, sceglie con calma uno dei tavoli vicini alla grande vetrata, si sistema per benino come se  fosse al banco di scuola e mi aspetta paziente, mentre mi faccio un’ora di coda al self service, guardando fuori la nostra macchina che è parcheggiata proprio lì sotto, vicino all’entrata.

Ogni volta che parlo di lei penso ad un dolce e chi la conosce sa che può essere paragonata solo ad una torta morbida. Questa poi, oltre ad essere morbida e ripiena di mirtilli, ha anche quel delicato aroma del timo limonino esaltato dalla scorza grattugiata di lime e che insieme al gusto caramellato e intenso dello zucchero Gulamerah di Bali che si ottiene dai fiori della palma da cocco dà vita ad un connubio davvero particolare. Ma non è finita qui.

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Vi ricordate di quella bellissima iniziativa organizzata dal Consorzio Agrario di Siena di cui sono stata una delle ‘protagoniste’ la scorsa estate? Bene da quella esperienza ho imparato molte cose e sono venuta a conoscenza di prodotti interessanti come la farina di grano Verna. Il grano Verna è una varietà antica nata dall’incrocio di altre due varietà che lo rendono particolarmente rustico e adatto ad essere coltivato  anche nelle zone montane. Dopo un trentennio in cui è stato ‘abbandonato’ perchè meno produttivo degli altri tipi di grano è stato riscoperto in questi ultimi anni grazie all’Ente Toscano Sementi, una istituzione fondata negli anni ‘30 e di cui fanno parte anche l’Università Agraria di Firenze e il Consorzio Agrario di Siena.

Grazie ad accurati studi  è emerso che si tratta di un grano naturalmente povero di glutine e quindi adatto a chi soffre di intolleranze anche se non è specifico per i celiaci e per chi soffre di problemi digestivi. E’ così che  Il consorzio Agrario di Siena ha incoraggiato i suoi soci a dedicarsi alla sua coltivazione. La macinatura a pietra a bassa velocità fa sì poi che al suo interno rimangano non solo il germe di grano ma anche una  notevole quantità di vitamine e sali minerali così importanti per la nostra salute. Io lo compro qui.

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Ingredienti:

180 gr farina di grano Verna tipo 2

150 gr burro ammorbidito

150 gr zucchero dai fiori di cocco

90 ml latte

2 uova

1 cucchiaino di lievito per dolci

scorza grattugiata di lime

150 gr mirtilli neri

qualche rametto di timo

Per la decorazione

120 gr mirtilli neri

50 gr zucchero a velo

succo di mezzo lime

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Mettete lo zucchero dai fiori di cocco in un macinino, azionatelo a tratti fino a renderlo più sottile. In una  boule, utilizzando delle fruste elettriche, montate il burro morbido con lo zucchero ottenendo una crema soffice e omogenea. Unite le uova una alla volta, la scorza grattugiata del lime e la farina setacciata con il lievito per dolci.

Lavate e asciugate il timo e unite le sue foglioline all’impasto.

Sciacquate i mirtilli, tamponateli con carta da cucina e infarinateli leggermente, uniteli al composto e amalgamate il tutto.

Imburrate una teglia quadrata con i lati di 18 cm, versatevi il composto  e infornate a 160° (ventilato) per 25 minuti circa. Se lo cuocete a forno statico aumentate la temperatura intorno ai 170°.

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In una padella antiaderente mettete i restanti mirtilli con lo zucchero a velo e il succo del lime, cuocete qualche minuto.

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A fine cottura togliete la torta dal forno, fate la prova dello stecchino e quindi se ne esce asciutto significa che il dolce è cotto alla perfezione, fatelo raffreddare per 5 minuti nella teglia e poi sformatelo e mettetelo a raffreddare completamente su una gratella.

Sistemate il dolce su un piatto da portata, versate sulla superficie i mirtilli sciroppati, qualche fogliolina di timo e una grattugiatina di scorza di lime una spolverata con zucchero a velo e servite.

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Pippi

venerdì 4 aprile 2014

Quiche di asparagi con pasta brisé integrale e pepe rosa

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( se ti va ascolta con me mentre leggi le mie parole)

Ci giro intorno, le dita seguono il suo profilo e si attardano sulla superficie irregolare. Accarezzo la tinta screpolata e penso a tutto quello che ha vissuto prima di arrivare qui. Non posso separarmi da lui e da tutto ciò che rappresenta per me.

Dal vetro della credenza, sullo sfondo, intravedo il barattolino che custodisce le bacche di pepe rosa, lo prendo ma le bacche mi si sparpagliano sul tavolo e decido di lasciarle lì, saranno il mio filo conduttore.  Affondo la mano nel cassetto e  scelgo una cotonina delicata con piccole roselline su fondo crema, un’altra a minuscoli quadretti e gli accosto la mia preferita, quella con sottili disegni color melanzana. Verso la panna dentro una bottiglietta e l’appoggio sui piattini. Mi allontano e osservo. E’ proprio quello che ho immaginato per questo post  di oggi. Un’atmosfera calda e raccolta come quando ti chiudi nella tua cucina verso il tardo pomeriggio e la luce radente che attraversa la finestra diventa più morbida, quasi carezzevole. Ti metti il grembiule, raccogli sul tavolo i pochi ingredienti che ti serviranno e scegli di amare anche così, cucinando con semplicità. 

 

Tre uova, un pugno di farina, un vecchio tavolo con i segni di una vita incisi nel profondo e uno spago per tenere i sogni ben saldi.

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Inizia la stagione degli asparagi e quindi, cosa c’è di meglio di una classica quiche resa un pò speciale dalla presenza di una base fatta con una parte di farina integrale profumata di menta e una farcia in cui il classico gruviere viene sostituito con un formaggio nostrano, come la ricotta salata?  La spezia di turno oggi è il pepe rosa che ho pestato leggermente prima di inserirlo nella farcia e poi distribuito sulla superficie di questa tortina che non può mancare sulla vostra tavola di primavera!

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Ingredienti:

125 gr farina 00

125 gr farina integrale

125 gr burro

1 tuorlo

3 cucchiai di acqua ghiacciata

Un pizzico di sale

Foglioline di menta

1 uovo per spennellare la pasta

Per la farcia:

500 gr asparagi

150 ml panna fresca

150 gr ricotta salata grattugiata

3 uova

Un pizzico di sale

Bacche di pepe rosa 

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In una ciotola mescolate le due farine, il pizzico di sale e le foglioline di menta spezzetate, unite il burro morbido a pezzetti e lavorate con le mani fino ad ottenere un composto sbriciolato. Unite il tuorlo e impastate aggiungendo l’acqua ghiacciata. Stendete la pasta in una sfoglia non troppo sottile e foderate uno stampo imburrato. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e mettete a riposare in frigorifero per mezz’ora.

Tagliate gli asparagi eliminando la parte legnosa, lavateli bene e fateli cuocere per un paio di minuti in acqua bollente poi scolateli e fateli raffreddare in acqua ghiacciata.

In una ciotola mescolate le uova con la panna, la ricotta salata e una manciatina di bacche di pepe rosa pestate. Regolate di sale.

Togliete lo stampo dal frigorifero e ricoprite la pasta brisé con carta da forno e fagioli secchi, mettete in forno a 180° per 15 minuti, poi eliminate la carta e rimettete in forno per 5/6 minuti. Spennellate il fondo con l’uovo leggermente sbattuto, versate la farcia di uova e panna e sistemate gli asparagi sbollentati.

Infornate e cuocete per circa 25 minuti. 

 

 

 

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Pippi

martedì 1 aprile 2014

Flan di ceci con cumino, origano e pepe di Caienna

Flan di ceci con cumino, origano e pepe di caienna

(ascolta con me mentre leggi)

Un’ora di luce in più.

Le finestre si spalancano presto al mattino e si chiudono tardi la sera come occhi avidi di colore. Leopoldo freme per uscire, attirato dai merli e dai passerotti che ignari di lui, per un momento, si appoggiano tranquilli sul prato per beccare i vermetti nascosti tra i fili d’erba. Li lascio mangiare in pace ancora per un po’.

Con lo sguardo cerco le margherite che si dischiudono solo a metà mattina, quando il sole finalmente inonda anche quella parte di giardino e allora formano delle chiazze di bianco puro che da lontano sembra neve…che strano, neve. Neve che qui non cade mai, neppure d’inverno…

Sono immobile, la fronte appoggiata al vetro e la mia tazza di té che fuma, stretta tra le mani come ogni mattina. Un fremito mi percorre la schiena, le mani tremano, e gli occhi cercano disperati qualcosa che è ormai lontano… finito.

So cos’è.

Ma è solo un attimo, poi Leopoldo con la zampetta mi gratta un piede e torno, riconoscente, qui da lui, la fronte appoggiata al vetro e il mio té che aspetta di essere bevuto. Apro allora uno spiraglio dalla porta e una nuvola cinguettante e disordinata si leva all’improvviso dal prato.

 

Le spezie non mi abbandonano.

Questo impasto assomiglia molto a quello dei falafel anche se per quest’ultimi, i ceci, non devono essere cotti ma semplicemente lasciati in ammollo per alcune ore.

Anche in questa ricetta torna il cumino, che credo ormai abbiate capito io adoro, fin troppo, a detta dei miei compagni di desco. Cioè, uno solo. Sarò costretta per qualche tempo a lasciarlo chiuso nel barattolino.

Ho voluto dare un tocco nostrano  a questo flan con una grattatina di pecorino stagionato che armonizza tutti i sapori concentrandoli su di sé e l’origano…ne vogliamo parlare? E’ talmente ricco di  profumo in questo periodo che non si può non utilizzarlo. Mentre scrivo al computer intravedo dalla finestra l’altra metà del mio desco che sta rimpolpando di erbette nuove la mia aiuola odorosa. Anche questo è amore. Infinitamente grata. Grazie. 

Flan di ceci con cumino, origano e pepe di caienna

Ingredienti:

500 gr ceci lessati

1 cipolla tritata finemente

1 spicchio d’aglio tritato finemente

3 uova

40 gr pecorino grattugiato

2 cucchiai di farina di mais

1 cucchiaino di semi di cumino

1/2 cucchiaino di pepe di Caienna in polvere

origano fresco qualche rametto

olio extravergine d’oliva

sale q.b

 

Flan di ceci con cumino, origano e pepe di caienna

Mettete i ceci lessati in un mixer, aggiungete la cipolla tritata, l’aglio, le foglie di origano, il cumino pestato, il pepe di Caienna, un pizzico di sale e qualche cucchiaio d’olio. Frullate per qualche secondo fino ad ottenere un composto omogeneo. Unite le uova intere, il pecorino grattugiato e mescolate bene.

Ungete una piccola pirofila e spolveratela con due cucchiai di farina di mais (o pan grattato), eliminando l’eccesso.

Versatevi il composto, livellatelo e ponete in forno caldo a 180° per circa 25 minuti. Sarà pronto quando si sarà formata una crosticina dorata sulla superficie.

Flan di ceci con cumino, origano e pepe di caienna

 Flan di ceci con cumino, origano e pepe di caienna

 Flan di ceci con cumino, origano e pepe di caienna

Alla prima occasione provate questo flan e tenete conto che i ceci sono importantissimi per la nostra salute anche se un pochino calorici (basta non abusarne) sono ricchi di fibre, ferro, potassio, fosforo, vitamina A e aiutano ad abbassare i livelli ematici di colesterolo e glucosio.

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Buon tutto

Pippi

domenica 30 marzo 2014

Baba ghanoush – melanzana, thaina e lime

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 (listen to me)

E’ sempre un gioco di luci.

Un’atmosfera sommessa, intima.

Un angolo di cucina nella penombra del tramonto, quando il sole si appoggia lentamente sul mare, tingendo tutto di toni caldi e un canto melodioso, in una lingua sconosciuta, si alza lieve.

Con il baba ghanoush mi affaccio, di nuovo, senza far rumore, in questa ‘ideale’ cucina mediorientale, mi siedo in silenzio in quell’angolo vicino alla finestra, da lì il sole rosso fuoco, si insinua, riflesso dal pietrame sconnesso del cortile, portandosi dentro il pulviscolo, che danza in controluce.

Osservo, rapita.

Mani esperte mescolano e tagliano e cuociono il cibo per la famiglia con movimenti instancabili, sicuri, pieni di armonia.

Ascolto, ad occhi chiusi.

Il borbottio delle verdure che sfrigolano nell’olio bollente, la risata cristallina di un bambino che gioca e la voce della madre che intona, sottovoce, una filastrocca antica.

I coperchi dei barattoli si aprono, uno dopo l’altro, le mani esperte miscelano e le spezie inebriano i miei sensi.

Sono incantata dal profumo che sprigionano i semi di sesamo tostati e dall’aroma dei semi di cumino pestati nel mortaio, prima di essere aggiunti copiosi, alle melanzane appassite in forno, lentamente. Seguo il movimento della forchetta che schiaccia la polpa contro il piatto, ritmicamente, mentre il bimbo, divertito, ripete, all’unisono con la madre, quella infinita, melodiosa filastrocca antica…

***                                                                                                

Il Baba Ghanoush è una ricetta tipica dei paesi come il Libano, la Siria, la Giordania, la Palestina, l’Egitto e Israele. Si serve come antipasto o per accompagnare altre pietanze.

Esistono molte varianti ed è difficile capire quale sia la ricetta originale. Da parte mia ho apportato solo una piccola modifica, dato che al prezzemolo ho preferito il finocchietto selvatico che in questo momento della stagione sta germogliando nel mio giardino, ho usato infatti le sue foglie tenere sminuzzandole per far uscire tutto il loro aroma.

Un modo diverso per utilizzare le melanzane ed aprire un pranzo estivo all’insegna della freschezza. Pregusto il momento in cui il mio piccolo orto ne sarà rigoglioso, amo infatti le melanzane con quel loro retrogusto piccantino appena accennato che si lega meravigliosamente con le erbe aromatiche appena colte, spezzettate con le dita  e un filo di olio extravergine. L’aggiunta delle spezie rende poi il tutto ancora più prezioso. 

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Ingredienti:

2 melanzane

2 spicchi d’aglio

2 cucchiai di thaina (la ricetta la trovate in questo post)

1/2 cucchiaio di semi di cumino pestati

un paio di rametti di finocchietto  selvatico

olio extravergine d’oliva

sale

per le chips di verdura:

2 patate e 2 carote

olio extravergine per friggere

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Il procedimento per questa salsa detta anche ‘caviale di melanzane’ è molto semplice: scegliete delle melanzane ben sode, lavatele e tagliatele a metà nel senso della lunghezza. Ponetele su una teglia foderata con carta da forno con la parte tagliata rivolta versa il basso. Fate dei buchini sulla buccia con la forchetta e mettete in forno con il grill acceso per circa venti /trenta minuti, dipende molto dalla grandezza delle melanzane. Lasciate cuocere fino a quando la pelle diventerà raggrinzita e la polpa sarà diventata morbida. Togliete dal forno e lasciate raffreddare. Poi eliminate la buccia, strizzate leggermente la polpa per eliminare eventuale acqua di vegetazione  e tagliatela a pezzetti.

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Schiacciatela con una forchetta oppure mettetela in un mixer, unite l’aglio tritato, due cucchiai abbondanti di salsa thaina, 1/2 cucchiaino di semi di cumino pestati e un paio di cucchiai di succo di lime. Mescolate o frullate velocemente, regolate di sale e unite un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva. Terminate con delle erbette fresche io ho usato il finocchietto selvatico che sta nascendo tenero tenero in giardino.

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Potete utilizzare questa salsa per accompagnare delle chips fatte con patate e carote (affettate sottilissime e fritte velocemente in abbondante olio bollente) e servirla come antipasto o aperitivo.

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Pippi