lunedì 20 giugno 2016

Quiche di fagiolini, asparagi e pomodorini


Quiche with green beans, asparagus and cherry tomatoes


Hai presente, quando è tutto il giorno che macini passi e chilometri, trafelata e sudata, guardando ogni cinque minuti l'orologio con l'ansia di non riuscire a fare tutto?
Il cuore, nel petto, che scandisce sonoramente i secondi mentre 'corri' come una pazza per i corridoi del supermercato, con un cagnolino che ha deciso di averne piene le tasche di stare dentro il carrello, infilato, come un  pacco,  nel sacchetto blu dell'Ikea, e mentre cerchi di calmarlo, ti sforzi pure, di ricordare a memoria la lista della spesa, tua e di tua madre, perché l'hai lasciata ordinatamente appiccicata allo sportello del frigorifero, che se trovo quello che ha detto che i post-it, per essere in vista vanno attaccati al frigo, lo strozzo?

Hai presente quando finalmente, prendendoti un accidente, esci dal supermercato dove c'erano meno dieci gradi e ti butti in cerca della macchina, nel parcheggio infuocato a più trenta, pregando sonoramente che almeno oggi, 'ti prego, fai che solo per oggi, il portellone del bagagliaio si apra', schiacci il telecomando e del click del portellone neanche l'ombra? Immobile, senza vita, che nemmeno i calci? E nel frattempo che ti si rizzano i capelli dalla rabbia, cerchi di capire quale potrebbe essere la mossa più veloce, se sfilare prima le borse della spesa, impilate nel carrello stracolmo o tentar di disincastrare quella blu dell'Ikea con quel che resta di Leopoldino?

 Hai presente, quando per finire in bellezza quella  giornata del cavolo, non paga, hai ancora il coraggio di sentirti furba, imboccando quella stradina, 'una scorciatoia dai, la conosco bene' e ti ritrovi intrappolata in un traffico che nemmeno a New York, perché oggi, e ti viene anche un po' da piangere, hanno avuto, tutti, la tua stessa, stupida, maledetta, idea?

Hai presente quando arrivi a casa e racconti tutto a tuo marito e gli dici 'amò, ascoltami bene', con il ditino puntato sul petto, 'perché è arrivato il momento di cambiar macchina' e che la vuoi uguale uguale a quella dove, la tipa della pubblicità, con nonchalance, apre il bagagliaio sfiorandolo appena con il piedino e non tirando calci come la tua?
Hai presente, quando lui ti dice, 'eh, come sei sempre esagerata!' che ti si annebbia la vista perché strozzarlo non puoi e a dimostrazione che, invece, è tutto vero, gli porgi il telecomando con un sorrisino di sfida e le braccia incrociate?

Hai presente quando lui schiaccia il tasto con il ditino e il portellone, che sia stramaledetto, si apre facendo pure l'inchino?

Noncelapossofare.

Quiche agli asparagi e pomodorini

Ingredienti:

per la pasta brisé:
200 g di farina tipo 1
100 g di burro freddo 
60 ml di acqua ghiacciata
una presa di sale

per la farcia:
3 uova 
200 g di panna acida
50 g di pecorino romanno grattugiato
sale
pepe 
noce moscata
1 mazzetto di asparagina
1 mazzetto di fagiolini verdi
 una manciata di pomodori ciliegia
1 albume

per decorare:
misticanza e fiori edibili

Procedimento
Per prima cosa preparate la pasta, così, mentre riposa in frigorifero, avete tutto il tempo di lavare e scottare le verdure.

Nella ciotola dell'impastatore mettete la farina con il pizzico di sale e il burro a dadini, azionate per alcuni secondi in modo da ottenere un composto pieno di briciole. A questo punto aggiungete l'acqua, un goccino alla volta, mentre il robot fa il suo lavoro. Appena l'impasto si appallottola, fermate il motore, trasferite la pasta su una superficie leggermente infarinata, lavoratelo per qualche secondo con le mani, avvolgetelo nella pellicola alimentare e lasciate che riposi per una mezz'oretta.

Lavate gli asparagi, tagliate la parte legnosa del gambo, lavate anche i fagiolini e i pomodorini.
Portate a bollore dell'acqua salata, tuffatevi i fagiolini e cuoceteli per alcuni minuti, poi scolateli e raffreddateli subito sotto acqua fredda corrente. Fateli scolare bene e tamponateli con carta assorbente. Stessa cosa con gli asparagi. 

In una ciotola rompete le uova con una forchetta, aggiungetevi la panna acida e il pecorino romano, regolate di sale e pepe e una grattatina di noce moscata, amalgamate bene e tenete da parte in frigorifero.

Preriscaldate il forno a 180°.

Stendete la pasta  in una sfoglia non troppo sottile, spennellate con del burro uno stampo rettangolare per crostata, meglio se con il fondo removibile. Rivestitelo con la pasta, che farete aderire bene alle pareti ondulate. Bucherellate il fondo con una forchetta, coprite con carta da forno, riempite fino al bordo con fagioli secchi e infornate per 15 minuti circa. Poi togliete i fagioli e la carta, spennellate il fondo con l'albume e rimettete in forno a 170° per altri 10 minuti.

Mentre la pasta cuoce in forno, tagliate gli asparagi a metà in modo che possano stare orizzontalmente dentro la tortiera. 

Tirate fuori dal forno il guscio di pasta, fate uno strato di fagiolini, sui quali metterete gli asparagi. Versate delicatamente la crema di uova e panna fino a sfiorare la sommità delle verdure, inserite qua e là i pomodorini interi e infornate. Cuocete una ventina di minuti o fino a quando la crema non si sarà rappresa e ben dorata.

Lavate e asciugate la misticanza e i fiori edibili.

A fine cottura lasciate riposare nello stampo la crostata per una decina di minuti, poi toglietela dallo stampo e lasciatela raffreddare completamente su una griglia. Poco prima di servirla, cospargetela con le foglioline di misticanza e i fiori.

Avrete un grande successo con i vostri ospiti !

Quiche agli asparagi e pomodorini

Alla prossima ricetta 
Pippi


martedì 14 giugno 2016

Mini pavlova con crema pasticcera al limone, lamponi e menta


mini pavlova filled with custard cream raspberries and mint


E' una storia lunga una vita quella tra me e le meringhe. 

Quando ancora non c'erano le fruste elettriche, ed ero bambina, montavo gli albumi con il frullino a manovella, ci avete mai provato? Estremamente affidabile anche se ogni tanto si inceppava facendoti perdere quel bel ritmo conquistato a suon di olio di gomito.
Ti cresceva tra le mani quella montata bianca e spumosa, una bella soddisfazione, anche se, a dir la verità,  non ne vedevi mai la fine e quando chiedevi, piena di speranza, 'basta?', uno sguardo da intenditore scuoteva la testa e ' no, non è ancora abbastanza soda'. 
Il trucco del ' se capovolgi la ciotola e la meringa non si stacca allora va bene', sembrava una  roba da prestidigitatore mica da pasticcere, e poco importava se,  a quel punto, il mio gomito non dava più segni di vita, mi sentivo gonfia d'orgoglio, almeno tanto quanto gonfia d'aria era la meringa dentro quell'incredibile ciotola. 
Da lì in poi, il resto era solo in discesa, bastava saper aspettare e da quel bislacco forno di mamma, sarebbero uscite miriadi e miriadi di meringhette candide e perfette! 

Oggi, a distanza di molti anni, ho un robot modernissimo, con un motore talmente potente che potrebbe trasformare in neve ferma un intero ghiacciaio, un forno nuovo di zecca che quasi quasi mi parla e si pulisce da solo, ma la magia e la semplicità delle meringhe è sempre la stessa: se capovolgi la ciotola e la meringa non si stacca allora va bene.

pavlova con crema e lamponi

Ingredienti per 8 mini pavlove e una infinità di piccole meringhe

per la meringa francese:
160 g albumi a temperatura ambiente
300 g di zucchero semolato fine
8 g di cremor tartaro
35 g di amido di mais

per la crema pasticcera:
4 tuorli
100 g di zucchero semolato fine
40 g di farina
500 ml di latte intero
scorza di 1/2 limone non trattato

per la decorazione:
125 g di lamponi
menta fresca


pavlova con crema e lamponi

Per la meringa francese, ho preso spunto da un interessante articolo di Dario Bressanini  soprattutto per quanto riguarda la cottura, il mio punto dolente prima di comprare il forno nuovo.

Fatto salvo l'utilizzo di albumi a temperatura ambiente e il fatto che il sale non va assolutamente messo quando si montano gli albumi, tenete bene a mente queste brevi e semplici regole:

- l'aggiunta dello zucchero rispetto al peso degli albumi va da un rapporto di 1:1 ad un massimo di 1:2, quello che ho utilizzato in questa ricetta. Più zucchero mettete più la meringa risulterà compatta, meno zucchero più  morbida rimarrà al suo interno.
- l'aggiunta di un ingrediente acido favorisce la montatura per cui usate il succo di limone (1/2 cucchiaino ogni 100 g di albume), o il cremor tartaro ( 0,5 g ogni 100 g di albumi)
- per una grana marcata utilizzate zucchero semolato, se volete un risultato più fine potete optare per uno zucchero più sottile o addirittura lo zucchero a velo.
- in alcuni casi per dare maggiore stabilità alla meringa soprattutto durante la cottura potete aggiungere dell'amido di mais come ho fatto io per la pavlova.
- per la cottura Dario Bressanini consiglia la temperatura di 85° C e nel mio forno funziona alla perfezione

Procedimento.

Per la meringa: 
1) Preriscaldate il forno a 85° C.
2) Pesate attentamente gli albumi e metteteli  nella ciotola del vostro robot che deve essere perfettamente pulita, unite il succo di limone o il cremor tartaro e iniziate a montare con le fruste a velocità minima per poi aumentare a velocità media.
3) Per avere un volume maggiore e una minore densità della meringa aspettate ad aggiungere lo zucchero a quando l'albume, montando, avrà raggiunto almeno 4 volte il volume di partenza. A questo punto iniziate ad aggiungere lo zucchero a cui avrete mescolato l'amido, poco alla volta, prendendovi tutto il tempo che ci vuole, in modo che lo zucchero si sciolga completamente durante l'operazione aumentando la velocità del robot.
La meringa sarà pronta quando risulterà lucida e densa tanto che, capovolgendo la ciotola, non si staccherà dal fondo.
4) Su un foglio di carta da forno disegnate i dischi del diametro desiderato su cui poi formerete le vostre pavlove. Capovolgete la carta su una teglia  in modo che la parte disegnata non rimanga a contatto con le meringhe e fermatela con delle spennellate di meringa tra la carta e la teglia. 
5) Mettete la meringa in una sacca da pasticcere e utilizzando una bocchetta a vostro gradimento formate dei piccoli nidi di meringa ( formate prima la base e poi le pareti ).
6) Infornate le meringhe e calcolate circa tre ore di cottura, dopodiché potete lasciarle raffreddare direttamente dentro il forno. Io di solito preparo le meringhe di sera, le inforno, metto il timer a tre ore in modo che il forno si spenga automaticamente e, mentre dormo sogni a forma di meringa, loro cuociono e si raffreddano, lentamente, al sicuro.

Per la crema pasticcera:
1) Montate i tuorli con lo zucchero fino ad avere una crema chiara e soffice e poi delicatamente aggiungete la farina setacciata. 
2) Nel frattempo, in una piccola casseruola, scaldate il latte con la scorza di limone. 
3) Poco prima del bollore, prelevate un mescolino di latte e, a filo, aggiungetelo alla crema di uova mescolando energicamente con una frusta in modo che, a causa del calore del latte, l'uovo non si cuocia e si 'stracci', rovinando la crema.
4) Togliete la scorza di limone dal latte e versatevi la crema di uova, portate ad ebollizione mescolando di tanto in tanto, lasciate cuocere un minuto e poi togliete dal fuoco. 
5) Trasferite la crema in una ciotola pulita,  copritela con una pellicola trasparente in modo che sia perfettamente a contatto con la superficie della crema evitando così la formazione di quella spiacevole pellicina e fatela raffreddare il più rapidamente possibile.
* Dato che non sono fornita di abbattitore, utilizzo un metodo casalingo: metto la ciotola della crema dentro un'altra ciotola, più grande, riempita di acqua fredda e ghiaccio. Quando ha raggiunto la temperatura ambiente trasferisco la crema in frigorifero dove la lascio fino al momento di utilizzarla.


pavlova con crema e lamponi

*** Non rimane che assemblare i vari ingredienti poco prima di servire il dessert:
1) tirate fuori dal frigorifero la crema pasticcera almeno 10 minuti prima, mescolatela bene con una spatola per 'risvegliarla' e mettetela in una sacca da pasticcere
2) farcite i nidi di meringa in modo che siano belli gonfi e stracolmi di crema
3) nel frattempo lavate delicatamente i lamponi e le foglioline di menta, tamponateli con carta da cucina e usateli per decorare i dolcini.

pavlova con crema e lamponi


Alla prossima ricetta
Pippi



martedì 7 giugno 2016

Torta morbida alle pere


Torta morbida alle pere

Pioveva il giorno che ho preparato questa torta.
Era di maggio e il temporale fu piuttosto violento. Del tutto simile a quelli che capitano in estate, li avete presenti? Una furia impetuosa, il vento che strattona le fronde degli alberi, le rose che sembrano piegarsi per non rialzarsi più, gli uccellini che in un attimo spariscono non si sa dove e il canale che urla, pieno zeppo d'acqua com'è. Scosti la tenda, dai un'occhiata impotente al disastro che sta combinando tra i tuoi fiori e ti auguri che almeno non faccia saltare la corrente perché nel forno, c'è una torta, piena di frutta, che sta cuocendo. 
Ti sei alzata presto per prepararla e far sì che la domenica iniziasse con una nota dolce, morbida e piena di amore, il tuo, ma il temporale, no, non lo avevi previsto. Fa niente. Allora vai di sopra a controllare: gli altri dormono ancora, per fortuna, ignari di tutto, sprofondati in un sonno ristoratore che, ne sei sicura, sarà pieno di cose belle. 
Le domeniche, in fondo, con o senza temporale, sono fatte proprio per questo.

Torta morbida alle pere


Ingredienti:
190 g di farina 00
2 uova a temperatura ambiente
110 g di burro a temperatura ambiente
130 g di zucchero
120 g di panna + 2 cucchiai di panna acida
scorza di limone ( non trattato) grattugiata
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
un pizzico di sale
4 o 5 pere ( non trattate )


Torta morbida alle pere

Preriscaldate il forno a 180°.
Lavate e asciugate le pere e poi tagliatele a metà, eliminate il torsolo con i semi e affettatele finemente nel senso della lunghezza.
Nella ciotola della planetaria, o in una ciotolina con le fruste elettriche, lavorate il burro morbido e lo zucchero per 4 o 5 minuti, dovrà diventare una crema liscia e uniforme, a questo punto aggiungete le uova, una alla volta, incorporandole con la spatola. Aggiungete alla crema di burro e uova, la scorza di limone grattugiata, il pizzico di sale, poi  la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato di soda. Mescolate tra loro la panna liquida e la panna acida ed aggiungetele all'impasto che dovrà risultare piuttosto sodo.
Foderate una teglia rettangolare o quadrata con carta da forno, versatevi l'impasto a cucchiaiate e distribuitelo aiutandovi con il dorso del cucchiaio o una spatola.
Distribuitevi le fettine di pera, io le ho inserite, schiacciandole, nell'impasto e cospargete la superficie con un cucchiaio di zucchero semolato.
Infornate e cuocete per circa 40 minuti. 

Torta morbida alle pere

Quando la torta si sarà raffreddata, se vi piace, potete spolverarla con dello zucchero a velo e servirla a quadrotti con una bella tazza di té.

Torta morbida alle pere




Torta morbida alle pere


Alla prossima ricetta
Pippi


venerdì 13 maggio 2016

Naked Cake


naked cake

E' un giro di boa completo, quello dei 50.
Bello tondo, e liscio come l'olio.
E' come ripartire dal VIA.
Un nuovo inizio, si resetta la macchina e si ingrana la marcia giusta perché quello che arriva adesso è il rush finale. 

Il timore di arrivare ai 50 anni e sentirsi perduta, di fare i conti con il passato, con le scelte fatte, le strade intraprese, di rimuginare su quello che poteva o non poteva essere, sulle porte chiuse e su quelle aperte, ha fatto  sì che arrivassi a questo punto giocando un po' in sordina.

Invece, volete sapere come mi sento adesso? Come aver saltato il fosso, sì, ma con le ali spalancate!

Per festeggiare ho scelto una torta a strati, farcita con una crema golosa e decorata con delicatissimi fiori. La ricetta della Naked Cake, la potete trovare sulla rivista cartacea, A Tavola di Marzo 2016, all'interno del mio servizio sul pranzo di Pasqua, oppure sulla APP di A Tavola insieme ad altre bellissime ricette.

Buon compleanno a me e un grazie a tutti voi che mi avete inondato di auguri, di baci e sorrisi, di telefonate e messaggi, di lunghe mail e di parole dolcissime.
Non lo dimenticherò  mai, grazie!

Pippi