venerdì 14 aprile 2017

Vellutata di carote e topinambur alla curcuma


Vellutata di carote e topinambur


La cosa che mi piace di più delle feste comandate, vivendo in un piccolo quartiere residenziale, è che se da una parte le scuole si svuotano, dall'altra, i giardini dei miei vicini si riempiono di bambini.
La mattina, quando tutto il resto tace, ed anche i taglia erba sono a riposo nei bugigattoli, con la pancetta bella piena di latte e biscotti, i bimbi si divincolano dalle mani delle nonne per sgusciare fuori dalle cucine e riversarsi nei prati. Ah, che meraviglia!
Capita infatti che, mentre sei intenta a stendere i panni, ti accorgi che, dall'altra parte della siepe, anche se non riesci bene ad intravederli a causa del fitto intrico di rami, delle vocine stanno impartendo i ruoli di una nuova avventura : "facciamo che io ero .... e che tu eri.....". 
Confabulano, non proprio sotto voce, un vero e proprio assalto, con tanto di spade e bastoni, maschietti e femminucce insieme, non si fa distinzione, qui 'combattono' tutti, poi, all'improvviso, si leva un sonoro e con qualche erre zoppicante: "all'alembaggiooooo!!!", urlato con tutto il fiato in gola, dal più piccolo della ciurma che avrà, sì e no, tre anni!  Uno spasso! 

***

Una vellutata di carote per un post, pre-pasquale, mi direte voi,  non fa certo primavera. Verissimo.
Me ne scuserete ma è talmente buona, semplice e salutare, che non potevo non pubblicarla. Tra l'altro, con la scusa di dover sostituire le patate, che in questo periodo non posso mangiare nella maniera più assoluta, consigliata dal mio fruttivendolo, ho dato una chance al topinambur, bruttino ma buono.
Il suo gusto non si avvicina nemmeno lontanamente a quello della patata, piuttosto a quello del carciofo, ma decisamente più delicato. Quando lo pelate, se non lo cuocete immediatamente, tende ad ossidarsi e scurirsi, esattamente come il carciofo quindi, tenete sempre a disposizione un limone tagliato a metà per strofinarlo sulla radice pelata oppure immergete i topinambur in acqua acidulata. 
Curcuma e semi di canapa sativa sono il completamento ottimale per questa vellutata dal gusto gentile e raffinato, lo yogurt greco lo metterei ovunque ora che sono a dieta, però se preferite un sapore più deciso (e con qualche caloria in più) la panna acida ci sta da dio! 

Buona Pasqua miei cari lettori, che vi porti serenità e amore!


vellutata di carote e topinambur

Ingredienti:

600/700 g di carote
3 o 4 topinambur
1 porro
250 ml di latte
350 ml di brodo vegetale ( considerate sempre del brodo in più per regolare la consistenza della vellutata dopo averla frullata)
1 cucchiaio di curcuma in polvere
2 rametti di timo
olio extravergine d'oliva
sale
per guarnire:
yogurt greco al naturale
semi di canapa sativa (decorticati)

carote e topinambur

vellutata di carote e topinambur

Procedimento

- Pulite il porro, tagliatelo a rondelle e lavatelo molto bene in acqua corrente.
- Pelate le carote e tagliatele a rondelle, pelate i topinambur e tagliateli a dadini.
- In una casseruola fate scaldare un paio di cucchiai di olio, fatevi appassire dolcemente il porro, mescolando e salandolo leggermente, poi aggiungete le carote e il topinambur, lasciate che si insaporiscano per qualche istante a fiamma moderata.
- Bagnate con il latte e il brodo, profumate con qualche fogliolina di timo e con la curcuma. cuocete per una ventina di minuti, o fino a quando le carote non saranno diventate tenere.
- Frullate con un mixer ad immersione regolando la consistenza in base al vostro gusto personale, per cui tenete sempre da parte del brodo vegetale da aggiungere nel caso la vellutata risulti troppo densa.
- Servite nelle ciotole e condite con un paio di cucchiai di yogurt e una spolverata di semi di canapa sativa.

vellutata di carote e topinambur

Alla prossima ricetta
Pippi



martedì 11 aprile 2017

Tapenade al cioccolato e il mio libro "Le stagioni del cioccolato" - Trenta Editore -


Le stagioni del cioccolato di Laura Adani - Trenta Editore

E' proprio vero che c'è un tempo per ogni cosa.
Non un attimo prima, né un attimo dopo, come nelle favole più belle.

Incontri casuali che si trasformano in collaborazioni fortunate e amicizie affettuose ( I Fiori di Zucchero  di Lorella Magni), ritratti scattati un po' per gioco a chef e scrittori importanti che, a distanza di tempo, si ricordano di te e ti 'aprono' la strada ( Rosso di Gusto di Silvia Baracchi) o ti regalano una prefazione da urlo ( Massimo Roscia), proposte di lavoro inusuali, che sbucano come un raggio di sole proprio quando pensi stia andando tutto a rotoli ( Un po' di sale in zucca) e poi, finalmente, il mio libro, Le Stagioni del Cioccolato, arrivato come la ciliegina sulla torta, grazie a Trenta Editore,  proprio quando avevo deciso di dare una svolta alla mia vita. 
La vita è fatta così, di percorsi il più delle volte tortuosi, è vero, persino di battute d'arresto inaspettate e riprese faticose ma, ed è qui che sta il bello, anche di discese e rincorse a perdi fiato. Non sarebbe interessante se fosse diversa da com'è.
E così, tra mille peripezie, alla metà di febbraio sono riuscita a terminare la prima bozza del libro.
Ci siamo fatti compagnia per mesi dentro quel piccolo studio che ha ancora il sapore del cioccolato intriso nelle pareti. Abbiamo mangiato gelato ai lamponi ad ottobre e pastiera a Natale, abbiamo rispolverato le ricette di mia madre lottando per la mancanza di pesi e misure e fatto 'coincidere' una sontuosa torta a strati per festeggiare compleanni importanti.
Insomma, è come se, la stesura del libro, avesse seguito, passo dopo passo, la vita della nostra famiglia e la nostra vita avesse assecondato la crescita del libro, in un tutt'uno.


Non mi resta che regalarvi una ricetta tratta dal libro e darvi appuntamento a Milano a Tempo di Libri ( Rho Fiera ) il 20 aprile intorno alle 15, cucineremo qualcosa insieme e faremo una bella chiacchierata, non vi nascondo che sono un bel po' emozionata, la vostra compagnia mi riscalderà il cuore, vi aspetto.
Baci a tutti.


Tapenade al cioccolato - Le Stagioni del Cioccolato - Trenta Editore -

Ingredienti:
150 g di olive verdi denocciolate (ho utilizzato le olive di Cerignola)
60 ml di olio extravergine d'oliva
30 g di cioccolao fondente al 62% di cacao
4 filetti di acciuga sott'olio
3 cucchiai di capperi
1 mazzetto di prezzemolo
1 cucchiaio di pepe rosa in salamoia

Procedimento
Mettete nel mixer le olive, i capperi, le acciughe, qualche foglia di prezzemolo e l'olio. 
Attivate ad intermittenza, avendo cura di non ridurre troppo in crema il composto ma conservando una consistenza piuttosto granulosa. 
A parte con un coltello ben affilato, tritate il cioccolato fondente e il prezzemolo.
Trasferite la tapenade in una ciotola e mescolatela con il cioccolato, altro prezzemolo e  con le bacche di pepe rosa.

cioccolato di modica 

Alla prossima ricetta
Pippi




mercoledì 22 marzo 2017

Minestrone (light) al pesto


minestrone *light al pesto

Se ci penso bene, alla fine dei conti, i miei piatti preferiti, quelli che mi fanno veramente venire l'acquolina in bocca e per i quali farei pazzie sono proprio i più semplici e meno elaborati. 
Piatti con nomi privi di fronzoli ma diretti, chiari, senza il bisogno d'esser interpretati o confusi con qualcos'altro come il minestrone, appunto.

Preparami un bel minestrone e ruberai il mio cuore.

Qualche anno fa, infatti, in una breve vacanza in Puglia a casa di Anna, il suo dolcissimo papà preparò per il mio arrivo un minestrone paradisiaco, mai più assaggiato uno simile da allora e, lì, seduta stante, rapì il mio cuore. Mangiando quei tre piattoni colmi, colmi, uno dietro l'altro, sotto gli occhi sbigottiti di tutti i commensali, non assaporai soltanto la bontà di quegli ingredienti sapientemente mescolati, ma percepii un gusto unico, che non sempre si ha la fortuna di trovare: l'amore e la cura con cui il papà di Anna, preparava quotidianamente quella pietanza per i suoi cari, che lo spingeva ad andare al mercato presto al mattino per scegliere le verdure migliori, ad impiegare il tempo prezioso, lento, lento, per pulirle e cuocerle con la delicatezza che meritavano. 
Questo amore mi fece sentire a casa.

Nel mio piccolo, cerco di seguire il suo esempio per gli amori miei anche quando il tempo è poco e si tende a tirar via. 

Oggi non poteva che esser minestrone anche se in una versione estremamente leggera per poter proseguire senza danni il mio periodo di dieta disintossicante.

Il tutto è nato da queste belle bietoline arcobaleno trovate un sabato mattina dal mio fruttivendolo a cui ho abbinato ortaggi ancora marcatamente invernali, è vero, d'altra parte li adoro, aggiungendo un solo tocco di profumo che ricorda il mio minestrone estivo, il pesto. 
Naturalmente potete utilizzare le verdure che preferite, potete aggiungere patate, cereali o legumi e renderlo quindi più corposo e quasi un piatto unico. Il mio doveva rimanere leggero e poco calorico, così l'ho preparato nel modo migliore di cui sono stata capace per dare alla leggerezza, gusto per le papille e colore per gli occhi.
Mi raccomando non fatelo stracuocere il minestrone, le verdure sono più buone e salutari se mantengono il più possibile il loro colore e parte della loro consistenza.

Minestrone leggero al pesto

Ingredienti per 4 persone:

3 carote
2 piccoli porri
1/2 cavolfiore
1/4 di verza
1 mazzetto di bietole
pesto al basilico 
brodo vegetale*
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale

Procedimento
- pelate le carote e tagliatele a rondelle, eliminate la parte radicale ai porri, tagliate via la parte verde e sfogliateli delle prime foglie, affettateli a rondelle e lavateli bene
- dividete il cavolfiore in cimette e lavatele
- affettate finemente la verza e lavatela
- spuntate leggermente i gambi delle bietole, lavatele in abbondante acqua fredda, scolatele e tagliatele grossolanamente
- *preparate in anticipo del brodo vegetale mettendo a sobbollire per una mezz'oretta 1 gambo di sedano, 1/2 carota, 1/2 cipolla e due rametti di prezzemolo in una casseruola d'acqua.
- in un'altra casseruola scaldate 2 cucchiai d'olio, unitevi i porri, le carote e lasciate rosolare dolcemente per pochi minuti, poi unite le cimette di cavolfiore, mescolate bene, unite la verza e le bietole, versate il brodo a filo delle verdure, portate a bollore e lasciate cuocere 30 minuti o fino a quando le carote e il cavolfiore saranno diventati teneri ma ancora consistenti. Regolate nel frattempo di sale marino integrale.
A fine cottura lasciate che il minestrone riposi e si intiepidisca leggermente, distribuitelo nelle ciotole individuali, condite con un cucchiaino di pesto, unite qualche fogliolina fresca di basilico e portate in tavola con dei crostoni di pane.

Minestrone leggero al pesto


Alla prossima ricetta
Pippi


mercoledì 15 marzo 2017

Mousse al cioccolato con datteri, ricotta e kiwi (sugar free)


Mousse al cioccolato, ricotta, datteri e kiwi

Ultimamente con il cioccolato ho avuto 'molto' a che fare, lo pensavo, lo assaggiavo e tendevo ad aggiungerlo ovunque, poi, però, consegnato l'ultimo file del mio lavoro all'editore ho dovuto staccarmene per qualche settimana dopo aver appurato, sulla mia pelle, la veridicità di quel detto famoso, 'un cioccolatino tira l'altro'. 
E' talmente appagante, lasciarsi scivolare in quel turbinio di emozioni, quando il quadretto di cioccolato si scioglie lentamente in bocca, che non smetteresti mai.
Non è durata molto però questa astinenza forzata, perché non c'è cosa più intrigante del cioccolato, in tutte le sue forme e declinazioni, colori e consistenze.
Ecco perché adesso è arrivato il momento di reintrodurlo, anche se con parsimonia, nella mia dieta quotidiana facendo mio il motto: poco ma buono.

Riapro le danze quindi con un dessert semplice: una mousse che oltre ad esser buona, aiuta a sentirsi più felici.

Ho eliminato ogni traccia di zucchero industriale sostituendolo con i datteri freschi frullati, che donano alla mousse anche una piacevole consistenza.
I datteri freschi possono essere un potente alleato per la nostra salute visto che oltre a contenere meno calorie rispetto a quelli ricoperti da melasse o altre sostanze zuccherine, sono un antinfiammatorio naturale, aiutano a contenere i livelli di colesterolo nel sangue e, presi come spuntino, durante la giornata, allontano il senso di fame, il che, se ci pensate bene, è una gran cosa. 
Personalmente li ho comprati in una notissima catena di supermercati che costellano la nostra penisola e si conservano in frigorifero, li potete però reperire con comodità anche su molti siti online o nei negozi specializzati in prodotti naturali e biologici.
Se non li trovate usate quelli essiccati, al naturale però, oppure, sostituiteli con mezza banana o dei fichi freschi quando sarà stagione. Cambierà qualcosa ovviamente nel gusto e nella consistenza ma la mousse sarà buonissima ugualmente. 

E ora veniamo a noi con la ricetta!

Mousse al cioccolato ricotta e datteri

Ingredienti per 4 coppette:

150 g di datteri freschi (io ho utilizzato quelli del tipo Medjoul che sono più grossi e morbidi)
70 ml di latte
400 g di ricotta vaccina (se la ricotta fosse molto asciutta, aumentate leggermente la quantità di latte mentre, se fosse molto morbida, o la mettete a scolare dentro un colino per qualche ora oppure diminuite la quantità di latte di quel tanto che serve per ottenere la consistenza che più vi piace)
200 g di cioccolato fondente al 60% di cacao, potete osare anche con percentuali più alte, dando alla mousse un carattere più deciso ed un colore più marcato.

Per guarnire:
2 kiwi
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di cioccolato fondente in granella o tritato

Procedimento

- Nel bicchiere del frullatore mettete i datteri, privati del nocciolo, il latte e frullate fino ad ottenere un composto vellutato. 
- Passatelo attraverso un colino a maglie fitte per renderlo ancora più liscio ed omogeneo, trattenendo parte della buccia dei datteri.
- Aggiungete la ricotta e frullate brevemente, dopodiché trasferite la crema in una ciotola.
- Nel frattempo fate fondere a bagno maria il cioccolato fondente, tritato grossolanamente. Lasciatelo intiepidire qualche minuto ed aggiungetelo alla crema di ricotta e datteri, mescolando con una spatola in modo da amalgamarlo bene.
- Mettete la mousse in una sacca da pasticcere con una bocchetta a vostro piacimento e tenete in frigorifero per un’oretta a rassodare.
- Pelate i kiwi, tagliateli a fettine e metteteli in una padella con un paio di cucchiai di zucchero di canna e un goccino di acqua, lasciate caramellare per alcuni minuti, togliete dal fuoco e tenete da parte.
- Riempite generosamente 4 cocotte con la mousse, guarnite con il kiwi caramellato e una spolverata di granella di cioccolato che, volendo, si trova già pronta nel reparto pasticceria dei supermercati. 


Mousse al cioccolato ricotta e datteri


Alla prossima 
Pippi


venerdì 17 febbraio 2017

Filetto di merluzzo con passatina di ceci e porcini


filetto di merluzzo con passatina di ceci e porcini

Camminando ogni mattina lungo lo stesso tratto di lungomare e quasi sempre alla stessa ora è facile incontrare le stesse persone con cui scambiare sguardi timidi d'intesa come a riconoscere un medesimo destino che ci lega. 
Un' intera umanità si riversa lungo quel tratto di costa: dall'atleta che si allena per la maratona, alla mamma che ha appena accompagnato i fanciulli a scuola che si prende una mezz'oretta di relax, alla coppia di anziani che camminano lenti lenti tenendosi per mano, al ragazzo con la bici, carica di ombrelli da vendere anche col sole, che non dimentica mai di salutare educatamente, al signore che si porta un libro da leggere seduto sulla panchina al sole, alla ragazzetta che, mentre cammina spedita come una saetta, assorta nella musica degli auricolari, ci semina, noi poveri mortali, con la leggerezza di una gazzella, all'uomo di mezza età (cioè la mia) che cammina un po' appesantito e ogni volta che ci incrociamo ammicca con la testa come a dire 'è dura'.
Insomma, un'umanità unica, irripetibile e proprio per questo preziosa che mi verrebbe voglia di abbracciare ogni volta che incrocia il mio cammino.

Mi chiedo spesso a cosa pensino gli altri mentre camminano, corrono o vanno in bicicletta, perché muoversi e trovare un proprio ritmo, ha bisogno di uno stato d'animo particolare, in cui i pensieri galleggiano e vanno dove vogliono, liberamente.

I miei? Stanno sempre lì, intorno al cibo, a quello che vorrei preparare, fotografare e poi gustare.  
Il connubio tra ceci, porcini e merluzzo è infatti figlio di sei chilometri fatti a passo spedito.

Ceci - chickpeas


Ingredienti per 4 persone
600 g di filetto di merluzzo
500 g di porcini (anche surgelati)
1 spicchio d'aglio in camicia
origano o maggiorana 
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

per la passatina:
500 g di ceci cotti*
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 limone, spremuto
sale e pepe
Procedimento
Per prima cosa preparate la passatina di ceci che poi riscalderete poco prima di servirla.
Nel bicchiere del frullatore ho messo i ceci e parte del loro liquido di cottura (stessa cosa se utilizzate quelli in scatola), il succo di limone e l'olio a filo mentre li frullavo. Se la passatina fosse troppo densa aggiungete altra acqua di cottura. Regolate di sale e pepe e tenete da parte. 
Se preparate questa ricetta in autunno quando si trovano facilmente i funghi freschi, puliteli con una spazzolina per togliere i residui di terra, e passateli con un panno inumidito, poi tagliateli a fettine.
Se invece non ne avete di freschi, una buona soluzione sono quelli surgelati che hanno una ottima resa, la cosa importante è buttarli nella padella con un filo d'olio, direttamente dalla confezione, in modo che rimangano belli corposi in cottura.
Ho scaldato un paio di cucchiai di olio in una padella in cui ho aggiunto uno spicchio d'aglio in camicia, schiacciato, poi i funghi ancora surgelati, e fatti cuocere 5/6 minuti circa a fiamma vivace, facendoli insaporire bene e, un istante prima di toglierli dal fuoco, ho regolato di sale e pepe, profumato con foglioline di origano o maggiorana e tenuti in caldo.
Il filetto di merluzzo l'ho diviso in 8 pezzi, eliminato le eventuali lische asciugato molto bene con carta da cucina e messo in una padella con 3 cucchiai d'olio, dalla parte della pelle. Fate cuocere per circa 4/5 minuti, salate, pepate e voltate i tranci di merluzzo cuocendo per altri 2 o 3 minuti.
Scaldate nel frattempo la crema di ceci, mettetela nei piatti singoli, adagiatevi i tranci di merluzzo e i porcini ben caldi. Servite immediatamente con un rametto di origano o maggiorana freschi e se vi piace un filino d'olio crudo.

*per cuocere i ceci: metteteli in ammollo la sera prima in acqua fredda, poi scolateli e sciacquateli, versateli in una pentola capiente, copriteli abbondantemente di acqua fredda, aggiungete un rametto di rosmarino o una foglia di salvia o altre erbette profumate, portate a bollore, poi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire dolcemente per un paio d'ore. Una mezz'oretta prima della fine cottura, di solito aggiungo il sale, un po' di pepe e una dose generosa di olio extravergine d'oliva. Ne preparo sempre una dose abbondante, poi li sporziono in piccoli contenitori di plastica e li congelo in modo da averne sempre a disposizione belli pronti da aggiungere al riso, zuppe o minestroni, oppure da usare come contorno. 

MERLUZZO CON PASSATINA DI CECI E PORCINI

Alla prossima ricetta
Pippi




lunedì 13 febbraio 2017

Torta rustica alla zucca e gorgonzola - "Un po' di sale in zucca"


torta rustica zucca e gorgonzola

Dopo una passeggiata lunghissima, senza una meta precisa ma con l'unico intento di seguire il profilo sinuoso della battigia, mutevole dopo ogni mareggiata, respirando seguendo il ritmo lento della risacca, i pensieri allentano la presa e tu ti senti finalmente 'libera'.

***

E' arrivato il momento di proporvi questa ricetta dopo averla promessa e ripromessa più volte, spero mi scuserete per il ritardo.

La particolarità di questa torta rustica, sta nel guscio, in cui una semplice farina, mescolata con mandorle e semi di zucca tritati, le donano croccantezza ed un gusto davvero particolare. La zucca che ho utilizzato per farcirla è la hokkaido o potimarron, come la chiamano i francesi, con polpa pastosa e fondente ed un sapore che richiama quello delle castagne, una delle mie preferite anche se non è facilissimo trovarla nei nostri mercati. Potete però sostituirla con una di più facile reperibilità, la mantovana, che ha una polpa altrettanto pastosa e di un bel colore vivace, perché anche l'occhio vuole la sua parte.

Questa torta è un mio modesto contributo, ad un libro, che di ricette ne contiene  ben cinquanta, interamente dedicato alla zucca e alle sue mille declinazioni in cucina, in cui però, per la prima volta, mi sono occupata quasi esclusivamente alla stesura dei testi, lasciando per lo più la macchina fotografica a riposo ma sempre accanto a me.
Una redazione molto attenta e paziente, che ringrazio di cuore, mi ha seguita passo dopo passo, infondendomi coraggio, ma un pensiero speciale va ad Alessandra Moro, che oltre ad essere la correttrice delle bozze, ha avuto il delicato compito, all'inizio, di aiutarmi a trovare la 'voce' giusta per raccontare, con naturalezza, molte curiosità sulla zucca.
Un'esperienza che mi mancava, altamente formativa e che, spero, avrà un seguito.

'Un po' di sale in zucca' (Editore Reda&Co) lo potete trovare in vendita sul sito di Cubo Images.


Un po' di sale in zucca


Non mi resta che lasciarvi la ricetta:

Ingredienti
Per la pasta:
200 g di farina
30 g di farina di mandorle
40 g di semi di zucca tritati finemente
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Per la farcia:
10/12 spicchi di zucca dello spessore di ½ centimetro
1 cipolla rossa
6 pomodorini
150 g di gorgonzola o taleggio
2 cucchiai di semi di zucca
Procedimento
Per prima cosa preparate la pasta: in un robot mescolate la farina con la farina di mandorle, i semi di zucca tritati finemente, un pizzico di sale. Iniziate ad impastare aggiungendo l’olio e qualche cucchiaio d’acqua fredda, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Toglietelo dal robot, lavoratelo con le mani un minuto facendone una palla e lasciatelo riposare, sotto una ciotola capovolta, per una mezz'oretta.
Nel frattempo spennellate d'olio le fette di zucca e cuocetele in forno, a 200°, per una ventina di minuti. Pelate la cipolla, tagliatela a spicchi e fatela rosolare 5 o 6 minuti in una padella con un filo d’olio, sale e pepe. Lavate e asciugate i pomodorini.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile, foderatevi uno stampo da crostata di circa 22 cm di diametro, precedentemente unto. Fate aderire  bene la pasta alle pareti, bucherellate il fondo con una forchetta, coprite il guscio di pasta con carta da forno e riempite con i legumi secchi. Cuocete in forno a 180° per circa 15 minuti, togliete la carta, riempite il guscio con le verdure (cipolle, fette di zucca e pomodorini), distribuitevi il gorgonzola a pezzetti e i semi di zucca.
Infornate nuovamente e cuocete per circa 20/25 minuti. Lasciate intiepidire la crostata prima di servirla.

torta rustica alla zucca e gorgonzola


Alla prossima ricetta  (preparatevi dei ceci lessati 😉)
Pippi

mercoledì 8 febbraio 2017

Focaccia senza impasto di Giorgio Locatelli


Focaccia senza impasto


In tutte queste settimane, lontana dal blog, ho cercato spesso di immaginare le parole e la ricetta che avrei scelto per tornare da voi.
Alla fine, ho semplicemente lasciato che la vita scorresse e giungesse con naturalezza il momento per affacciarmi di nuovo da questa finestra.

Dotata di scarsa capacità organizzativa, quando il lavoro mi chiama, immancabilmente inciampo tra i miei ruoli di figlia, zia, moglie, 'mamma' e quelli di fotografa, cuciniera e 'scrittrice', (scrittrice, si fa per dire, così come 'mamma', si fa per dire e, per di più, di un cagnetto diversamente alto).
Fatto sta che questi, in realtà, sono i miei primi giorni veramente liberi da un po' di tempo a questa parte. Giorni in cui, oltre alle mie camminate quotidiane, son tornata a dedicarmi anche a piccole faccende casalinghe che mi procurano una goduria che neanche immaginate, del tipo: dare la cera al pavimento e passare la lucidatrice, lavorare a maglia nella pausa telegiornale, comprare tulipani per la casa e libri per me, spostare qualche mobiletto da una stanza all'altra, appendere nuove mensole per le spezie, progettare una nuova aiuola odorosa e, finalmente, cucinare, fotografare e scrivere, senza ansia da prestazione. 

Eccomi, allora, di nuovo con voi, se lo vorrete, con una ricetta, come è giusto che sia, arrivata per caso, leggendo il post di Marina che, su Fb ed Instagram, è riuscita a mettere in moto una reazione a catena.
Giorgio Locatelli è un famoso chef italiano che vive a Londra. Lo conobbi tanti anni fa grazie ad una trasmissione in onda su un canale Sky, in cui invitava a pranzo gli amici londinesi preparandogli gustosissimi piatti della nostra cucina.
Nel 2008 pubblicò un libro dal titolo  Made in Italy, Food and Stories, in cui è presente, per l'appunto, la ricetta in questione che suscitò clamore soprattutto perché non si impasta affatto. In quel periodo e negli anni subito successivi, sui blog, molti riproposero questa ricetta ma, evidentemente, non me ne accorsi, ero distratta e pensavo ad altro probabilmente, oppure, e di questo ne son sempre più convinta, con me, alcune ricette si comportano esattamente come certi libri: non sono io che cerco loro, sono loro che trovano me, anche a distanza di anni.
Non mi resta quindi che scrivervi gli ingredienti e il procedimento, così potrete provarla e dirmi cosa ne pensate. 

focaccia (senza impasto) alla cipolla

Ingredienti:
250 g di farina 00
250 g di farina manitoba
310 g di acqua tiepida, intorno ai 20° C.
5 g di lievito di birra disidratato (oppure 15 g di lievito di birra fresco)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
per la farcitura e la salamoia:
1/2 cipolla
50 g di olio extravergine d'oliva
50 g di acqua
15 g di sale 
Procedimento
Utilizzate una ciotola capiente in cui mescolerete le due farine, al centro fate una conca, mettetevi il lievito disidratato e il cucchiaio d'olio.
Versate l'acqua a filo, mescolando con un cucchiaio di legno, mi raccomando non usate le mani, dopo qualche istante unite il sale fino e continuate a versare l'acqua regolandovi con la quantità, dato che da farina a farina può variare la capacità di assorbimento. L'impasto dovrà risultare morbido, appiccicoso e molto idratato. Non dovete mescolare troppo con il cucchiaio, solo il tempo necessario ad amalgamare gli ingredienti, poi ungete leggermente la superficie della pasta con dell'olio, coprite la ciotola con una pellicola alimentare e lasciate riposare per 10 minuti.
Trascorsi i dieci minuti, ungete una teglia, sempre con olio extravergine d'oliva, versatevi l'impasto che sarà diventato ancor più morbido con il riposo, non toccatelo, coprite di nuovo con un telo o pellicola alimentare e lasciate riposare per altri 10 minuti.
Togliete il panno e con la punta delle dita, unte d'olio, stendete l'impasto, dal centro verso l'esterno, con delicatezza, senza sgonfiarlo, facendolo però arrivare a coprire tutto il fondo della teglia. Coprite di nuovo con un telo e lasciate lievitare 20 minuti in un luogo riparato della cucina.
A questo punto, mentre la focaccia lievitava, ho lavato e asciugato delle erbette aromatiche ( timo, origano e maggiorana ) da mettere sulla focaccia poco prima di infornarla e affettato la cipolla molto sottilmente. Per chi avesse lo stomaco delicato, come noi, consiglio di mettere in acqua fredda le fettine di cipolla in modo da far perdere la nota pungente e poco digeribile. In una ciotolina preparate l'emulsione di acqua, sale e olio, questo aggiunto a filo, sbattendo con una piccola frusta a mano o con una forchetta.
Trascorsi i venti minuti, sempre con le dita unte, praticate sulla focaccia i classici buchi, versate su tutta la focaccia l'emulsione di acqua, olio e sale e lasciate lievitare altri 20 minuti sempre coprendola con un telo.
Nel frattempo avrete portato il forno alla temperatura di 200/220° ( regolatevi con il vostro forno, nel mio a 200° altrimenti si brucia ogni cosa).
Poco prima di infornare la focaccia, distribuitevi la cipolla che avrete scolato dall'acqua e tamponato con carta assorbente e le erbette fresche.
Cuocete per circa 25/30 minuti.


focaccia (senza impasto) alla cipolla


focaccia (senza impasto) alla cipolla

Grazie per aver avuto la pazienza di aspettarmi,

alla prossima
Pippi