sabato 16 gennaio 2016

'Crapiata', zuppa materana


Crapiata materana

Il Calendario del Cibo Italiano oggi festeggia la Giornata Nazionale della Pasta e Fagioli con ambasciatrice Sabrina Tocchio, autrice dell'articolo che trovate cliccando sul link precedente.

Anche se vivo in Toscana, la patria della pasta e fagioli, ho pensato di contribuire a questa giornata con una zuppa che mi ha riportato, anche solo per un attimo, in una città a cui mi sento particolarmente legata: Matera (ne ho parlato in questi due post: Matera, l'incontro  e Friselle (...) e Matera nel cuore ).
La prima cosa che mangiai quella sera, appena arrivata in città, fu proprio questa zuppa. Eravamo sul terrazzino di un bel ristorante del centro, con i Sassi illuminati come sfondo e un cielo stellato e fresco sopra di noi.
Un benvenuto che non posso dimenticare.
Capitolai in un attimo e il mio amore per Matera iniziò proprio da quella 'scodella' di crapiata.

Cos'è la crapiata? E' una semplicissima zuppa di legumi e cereali nata dalla tradizione contadina materana. Veniva preparata il primo di agosto per festeggiare la fine del raccolto, assaggiare il frutto di tanto duro lavoro e celebrare l'abbondanza e la generosità della terra per l'anno successivo.
Le donne, dopo il raccolto, si riunivano per pulire le messi dandosi una mano a vicenda, la sera, poi, quando tornavano nelle loro case, mettevano poche manciate di grano e di legumi, la loro unica ricchezza, in bacinelle piene d'acqua che lasciavano riposare tutta la notte. Il giorno della festa versavano quelle manciate di legumi in grandi calderoni sparsi per la città che ribollivano e ribollivano, ore ed ore, spargendo per le viuzze un profumo invitante e propiziatorio.
Mentre la zuppa cuoceva pochi altri ingredienti venivano aggiunti: patatine novelle, cipolle, sedano, carote e pomodori dolcissimi. Nulla di più. A chiunque passasse veniva offerta una scodella di zuppa e un buon bicchiere di vino rosso. Proprio quello che è stato offerto a me.

 La cosa che mi ha colpito di questa tradizione  al di là del luogo suggestivo in cui veniva 'celebrata' e delle probabili origini pagane e agresti del rito, è il fatto che ognuno di questi contadini, contribuiva con quel poco o tanto che aveva, in base alle proprie possibilità: chi aveva di più metteva anche per chi aveva di meno. Semplice, quasi banale  questa regola che, in realtà, racchiude in sé un alto senso civico di 'mutuo soccorso' ed un fortissimo senso di appartenenza alla propria terra.  

Ho cercato di seguire alla lettera la ricetta apportando solo piccole modifiche: non ho utilizzato patatine novelle ma delle buone patate di montagna che avevo in casa e, al posto dei pomodori freschi, che non sono certo di stagione adesso, ho preferito aggiungere dei filetti di pomodoro San Marzano, preparati durante l'estate, appena scottati e conservati al naturale in modo da mantenere al massimo il loro profumo. 

'Crapiata' soup from Matera

Ingredienti per 6 porzioni:
500 g tra grano, ceci, lenticchie, cicerchie, fave, fagioli
200 g di patate
2 coste di sedano
2 carote
1 cipolla
sale
olio extravergine d'oliva

'Crapiata' soup from Matera

Il giorno prima sciacquate il grano e i legumi sotto acqua corrente, metteteli in ammollo in acqua fredda per 24 ore cambiando l'acqua 2 o 3 volte. Dopo l'ammollo scolateli e versateli in una casseruola capiente, aggiungete acqua fredda fino a superare di almeno 3 dita il livello dei legumi. Lasciate che la zuppa cuocia su fiamma molto dolce, aggiungendo se necessario altra acqua calda e mescolando di tanto in tanto. Dopo circa un'oretta aggiungete le patate pelate e tagliate a grandi pezzi (se invece sono quelle novelle, pulitele bene con una spazzolina per eliminare residui di terra), aggiungete il gambo di sedano tagliato a segmenti, le carote pelate e tagliate a pezzettoni e la cipolla sbucciata e tagliata a spicchi. Immergete nella zuppa questi ingredienti e proseguite la cottura per altri 45 minuti circa. Salate solo quando manca una mezz'oretta alla fine della cottura. Per impreziosire la zuppa, aggiungete del buon olio extravergine. In più, poco prima di servire la zuppa, ho aggiunto una  manciata di peperoni cruschi, un'altra specialità della cucina lucana, peperoni dolci essiccati e poi fritti.

'Crapiata' soup from Matera

Alla prossima ricetta !
Pippi




8 commenti:

  1. Ero proprio curiosa di leggerla, non la conoscevo e il racconto anche attraverso le tue foto è veramente emozionante!

    RispondiElimina
  2. Ero anch'io molto curiosa non conoscendo la storia e la ricetta. Veramente bella e buonissima, complimenti.

    RispondiElimina
  3. Che spettacolo! La perfezione fatta zuppa!

    RispondiElimina
  4. Bellissima zuppa, non la conoscevo. Mi hai fatto venire una fame tremenda!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e' una zuppa buonissima da rifare a breve!! :-)

      Elimina