lunedì 30 novembre 2009

Risotto porcini zucca e nepitella

Stamattina mentre toglievo foglie e cartacce portate dal vento davanti al mio ufficio sotto un cielo oscurato da nuvoloni neri e gonfi di pioggia……stranamente…… mi sentivo felice……… non so esattamente per quale motivo….anche perchè di lì a poco si è scatenato il finimondo:  una pioggia battente e furiosa …. ma ……seduta alla scrivania,  guardando oltre la vetrina questo  mondo che non si ferma….……….questo mondo che cammina veloce sotto l’ombrello tiranneggiato dal vento………..questo mondo che rinchiuso dentro un’auto scruta ciò che lo circonda  attraverso il movimento perpetuo dei tergicristalli………questo mondo che sa di umido…………..mi sentivo ………mi sentivo…….APPAGATA    :-) ………………………………... !!!!

….cattiva la Pippi …. :-)

Risottiamo? 

La zucca mi è stata gentilmente regalata da un vicino di casa e ne ho approfittato per gustarmela accompagnata da funghi porcini essiccati, quindi sapori autunnali ma resi sprintosi dalla nota fresca della nepitella, erbetta aromatica che si sposa perfettamente con i funghi.

Non so darvi delle dosi vere e proprie perchè con i risotti vado ad occhio………

Ingredienti per 2 persone

160 gr. riso carnaroli

zucca

un rametto o due di nepitella

funghi porcini essiccati due  manciatine

poco vino bianco secco

scalogno 1

brodo vegetale

parmigiano

olio evo

Procedimento:

1) In una casseruola ho preparato un brodo vegetale con acqua una costa di sedano, carota e due rametti di prezzemolo, un pò di sale grosso. Ho portato ad ebollizione e ho cotto una mezz’oretta.

2) In una casseruola dal fondo spesso stufate lo scalogno tagliato a fettine sottili con un filo di olio e  la zucca tagliata a pezzettini, versate il riso, tostarlo mescolando conuncucchiaio di legno poi aggiungere un goccino di vino bianco secco e fare evaporare.

3) A questo punto aggiungete i porcini precedentemente lasciati in ammollo in acqua tiepida e strizzati , fare insaporire bene aggiungendo se necessario qualche cucchiaiodella loro acqua.

4) Aggiungete poco alla volta il brodo filtrato e portate a cottura.

5) Qualche minuto prima della fine cottura  aggiungete la nepitella tritata grossolanamente  poi mantecate con parmigiano e un filo di olio evo.

La mia betulla sabato……….sccccccc…. dorme……….. :-)

Alla prossima

Pippi

giovedì 26 novembre 2009

“Pastine pel the” di Pellegrino Artusi

Ogni tanto mi piace perdermi tra le mille pagine del ricettario di Sir Pellegrino Artusi, mi piace soprattutto il linguaggio antico che usa per ‘raccontare’ le sue ricette, molte delle quali sono veramente semplici come questa che vi presento oggi. La cosa che mi ha colpito è il fatto che queste ‘pastine’ siano state preparate per il ‘maestro’ da una certa Mistress Wilson, un’amabile signora inglese, come la definisce lui, che ebbe la cortesia di dargli la ricetta…….  anche lui, come vedete, amava citare le sue fonti, non è una cosa carina?

:-)

Ingredienti: 220 gr. di farina 00

80 gr. di fecola di patate

80 gr. di zucchero a velo

80 gr. di burro

1 chiara d’uovo

latte tiepido q.b.

un baccello di vaniglia (io uso lo zucchero profumato di vaniglia)

Procedimento:

1) in una ciotola setacciate le due farine, aggiungete lo zucchero a velo ( io semplicemente lo ottengo con lo zucchero profumato dalla vaniglia che frullo finissimo)

2) fate una buchetta e inserite il burro tagliato a pezzetti e l’albume.

3) come dice l’Artusi, prima con la punta di un coltello e poi con le mani, aiutandovi con il latte cominciate ad impastare  lavorandolo poi sulla spianatoia molto bene fino ad ottenere un composto molto tenero e morbido.

4) Stendetelo con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile e ricavate i biscotti della forma che vi piace di più, l’Artusi dice di tagliarli tondi e poi con la forchetta bucherellateli.

5) metteteli inuna teglia ricoperta di carta da forno e infornateli a 170 ° per circa 15 minuti.

E questa è la mia beltulla oggi……… povera….. è quasi del tutto spoglia……… fra poco si addormenterà per risvegliarsi in primavera……..

 

 

Alla prossima

Pippi

lunedì 23 novembre 2009

Marmellata di castagne al latte

L’autunno è una stagione strana…..ci sorprende che ancora andiamo al mare e ci catapulta in un mondo umido, grigio e freddino…per poi lasciarci di nuovo di stucco di fronte a giornate tanto tiepide e luminose che ti aspetteresti di trovare le piante in fiore…..invece no, volti lo sguardo e ti accorgi che la natura procede  nel suo solito, immutato, modus operandi…..le foglie ingialliscono,  i rami si spogliano…….

Giorni fa mi hanno regalato delle belle castagne colte nei boschi di Massa, ho pensato che avrei potuto provare a cimentarmi in una marmellata, vista la mia notoria passione….

La ricetta è tratta da questo libretto che ho acquistato in libreria:

Ecco gli ingredienti per due vasetti da 250ml.:

500 gr di castagne lessate e pulite dalla buccia

250 gr di zucchero di canna

1 bicchiere  scarso di latte

vaniglia

Procedimento:

1) Nella pentola a pressione ho lessato le castagne con la buccia, ricoprendole abbondantemente di acqua e con l’aggiunta di due foglie di alloro, dal fischio ho cotto 30 minuti

2) Una volta pulite dalla buccia le ho messe in una ciotola con il latte e schiacciate leggermente con la forchetta

3) Le ho passate al passaverdura a fori medi e raccolte di nuovo nella ciotola.

4) A questo punto ho messo in una casseruola capiente lo zucchero  con un cucchiaino di acqua sul fuoco basso fino a farlo caramellare.

5) Ho aggiunto  il composto di castagne  nello zucchero caramellato, poco alla volta, mescolando bene in modo da amalgamare con cura il tutto.

6) Ho continuato a mescolare per qualche minuto a fuoco basso e infine invasato la marmellata bollente nei vasi precedentemente sterilizzati, chiuso con il tappo e capovolto i vasi per creare il sottovuoto.

E’ favolosa!

Ed ecco oggi pomeriggio la mia betulla… fa da sfondo un cielo plumbeo che lascia però una breccia ad un raggio di sole…. :-)

 

Alla Prossima

Pippi

mercoledì 18 novembre 2009

Torta di pane di AttilioVannucci

Finalmente è iniziato il corso di cucina (non vedevo l’ora). In questa prima lezione, tra le altre cose, il nostro “ maestro”, lo chef Attilio Vannucci, ci ha proposto questa torta di pane.

Quest’anno filo conduttore del corso sarà proprio la cucina ‘povera’ della tradizione contadina della nostra zona. Questo dolce nasce proprio dall’esigenza di utilizzare il pane raffermo che arricchito di uova e latte dà vita ad un dolce veramente delizioso, dal gusto semplice e profumato e dalla consistenza morbida e leggermente umida…… si possono aggiungere liquore, pinoli e frutta secca in genere, canditi, cioccolata …insomma mettiamoci ciò che abbiamo in dispensa, il risultato sarà comunque sempre speciale!!!!

Ci saranno mille varianti perchè ogni famiglia ha la propria…. io che non c e l’avevo……ho scelto questa……. !!!

Ingredienti:

1 litro di latte

8/9 uova intere

250 gr. di zucchero semolato

130 gr. burro a pomata

il succo e la buccia grattugiata di un’arancia

pizzico di sale

250/300 gr. di pane raffermo pulito della crosta se risultasse troppo consistente

a piacere:

uvetta, pinoli, canditi, noci …..

liquore ( alchermes martini gran marnier)

Tenete presente che io ho fatto 1/2 dose per una teglia di 21 cm di diametro, come liquore ho mescolato un pochino di alchermes e cointreau e ho utilizzato 50 g. di pinoli, una manciatina di uvetta e una scorzetta di arancia candita tagliata a cubettini)

Procedimento:

1) in una ciotola mettiamo il latte con la scorza di arancia e il succo , il burro a pomata, mescoliamo e aggiugiamo il pane tagliato a pezzetti. Lasciamo riposare.

2) in un’altra ciotola mescoliamo le uova intere con lo zucchero e un pizzico di sale. (le uova non vanno montate).

3) imburriamo una teglia e la spolveriamo di zucchero (oppure si possono utilizzare dei pirottini di alluminio per creare delle monoporzioni).

4) versiamo il composto di uova nella ciotola del pane mescoliamo, aggiungiamo pinoli, uvetta e scorzetta di arancia candita, 1/2 bicchierino di liquore.

5) versiamo nella teglia e inforniamo a 170° per circa un’ora e dieci ( nel mio forno…… il chè è tutto undire… ) tenete presente che la torta deve rimanere leggermente morbida si rassoderà raffreddandosi .

Per accompagnare questo dolce, Attilio Vannucci, ci ha proposto una salsa di cachi semplicissima ed eventualmente come decorazione delle fettine finissime di arance spolverizzate di zucchero e passate in forno a 70/80° per un’oretta.

Salsa di caco:

Si sbuccia il caco che deve essere maturo (altrimenti lega) e si trita grossolanamente con un coltello. In una casseruola si mette una noce di burro, il caco e lo zucchero, le dosi sono a piacere perchè dipende da quanto è dolce il caco e da quali siano i vostri gusti personali, si cuoce pochi minuti.

Ecco come appariva ieri pomeriggio la mia betulla…….:-)

Alla prossima

Pippi

venerdì 13 novembre 2009

Pane di segale e ajwain

Dunque, prima di inziare il post devo assolutamente salutare mia cugina Daniela che finalmente, dopo quasi due anni, ha imparato a lasciarmi i commenti!!!!!!!!! ;-)

Daniela, sei la mia fan più fedele e non credere che io non pensi a te ogni volta che scrivo perchè so che dall’altra parte del filo ….tra tanti, ci sei anche tu!

:-)

Stamattina mi lamentavo perchè pioveva….(e continua a piovere)……poi qualcuno :-) mi ha fatto notare che bisogna essere positivi perchè altrimenti ci facciamo del male…….. parole sacrosante, insomma……mi sono detta, ma sì, proviamo a guardare in maniera positiva questa terribile, uggiosissima giornata di pioggia, in fondo che sarà mai se devo portare fuori dei clienti che poi mi inzacchereranno la macchina bella pulita, che sarà mai se non trovando parcheggio mi tocca fare un bel pezzo di strada a piedi cercando di schivare le pozzanghere e cercando di tenere d’occhio le auto che passando rischiano di inondarmi, che sarà mai se prima di uscire di casa mi sono passata bene i capelli con la spazzola e adesso sono deplorevolmente accasciati senza più energia…..che sarà maiiiiiii…… ecco, sì, mi sento un pò più positva….. ;-)

Veniamo alla ricetta di oggi: altro pane direte….si, ho cercato di resistere….ma non riesco…. panifico, panifico, panifico e ogni tanto devo farvi vedere quel che tiro fuori dal forno……. avevo già parlato di questa ricetta de La Golosastra…. una rivelazione per me….. e quindi me ne sono spudoratamente appropriata perchè viene fuori un pane favoloso. In più, questa volta, ho usato quei famosi semini di Ajwain regalatemi da Cri.

:-) grazie!

Profumatissimi!

Ingredienti:

300 gr. pasta madre ( io non la rinfresco il giorno prima)

500 gr. manitoba

100 gr. farina di segale

400/450 gr di acqua tiepida

6 cucchiai di olio evo

2 cucchiaini di sale

1 cucchiaino di zucchero di canna

una cucchiaiata o due di semini di ajwain

Vi scrivo esattamente come procedo volendo panificare il sabato:

1) venerdì sera tiro fuori il mio barattolino di pasta madre dal frigorifero e lo lascio risvegliare delicatamente per tutta la notte dentro il forno spento.

2) sabato mattina prendo il barattolino dove la pasta madre, risvegliata dal sonno, è ulteriormente cresciuta.

3) dentro la ciotola del mio Ken ( il vero uomo della mia vitaaaaaaaaaa) metto la pasta madre che mi occorre.

4) aggiungo una parte di acqua tiedida faccio andare il gancio e la sciolgo, poi la faccio riposare mentre mi preparo gli altri ingredienti.

5) aggiungo i sei cucchiai di olio e lo zucchero mescolo ancora un pochino

6) aggiungo la farina e i semini e comincio ad impastare con il gancio a vel. 1.

7) dopo circa cinque minuti aggiungo il sale e continuo ad impastare.

8) in tutto ci impiega circa 15 minuti avendo l’ìaccortezza ogni tanto di staccare la pasta da l gancio e metterla sotto sopra……il mio impasto deve rimanere un pò morbido.

9) metto l’impasto sulla spianatoia e la lavoro 5 minuti con le mani, sabttendola sul piano di lavoro allungandola e incorporando in questo modo l’aria.

10) faccio le pieghe che ci ha insegnato Adriano e la ripondo in una ciotola coperta con un telo e una copertina di lana.

11) la metto al riparo dentro il forno con la lucina accesa e la lascio 4/5 ore.

12) finita la prima lievitazione rimetto l’impasto, delicatamente, sulla spianatoia, faccio un nuovo giro di pieghe e gli do la forma

13) fodero una teglia con carta da forno e metto la forma del pane (oppure mettete in un cestino un telo di lino spolveratelo bene di farina e adagiatevi il pane ) copro di nuovo con il telo e la copertina e lo rimetto nel forno .

14) prima di dare la forma del pane staccate una nocina di impasto che immergerete in un bicchiere di acqua fredda, vi servirà per controllare il grado di lievitazione, quando viene a galla significa che ormai è quasi ora di infornare.

15) infornate a 200° per 30/35 minuti avendo l’accortezza gli ultimi 10/15 minuti di rigirar ela pagnotta affinchè cuocia bene anche sotto (ricordatevi la ciotola di acqua nel forno per creare la giusta umidità da inserire al momento dell’accensione)

16) per capire se il pane è cotto battete il fondo se suona vuoto è pronto.

Eccolo: fatelo raffreddare su una gratella ricoperto da un telo.

Alla prossima

Pippi

mercoledì 11 novembre 2009

Fusilli all’ortolana con sesamo

Vista la splendida giornata avevo voglia di pubblicare qualcosa di colorato che ricordasse l’estate……..oggi non è forse l’Estate di San Martino???

E’ una non- ricetta, nel senso che ognuno poi  la interpreta come gli piace di più, certo è che novembre non è proprio la staglione degli zucchini……. ma insomma….. mi perdonerete…… :-)

Ingredienti:

fusilli

peperone giallo

melanzana

zucchini

verza

timo

maggiorana

peperoncino

sale

sesamo

olio evo

Procedimento:

Tagliate tutte le verdure  a pezzetti e la verza a striscioline fatele saltare in una padella antiaderente con un filino di olio evo, salate aggiungete il peperoncino, le erbette aromatiche e il sesamo che tostandosi sprigiona tutta la sua essenza. Quando la pasta  è quasi pronta tuffatela nella padella con il condimento e fatela insaporire bene se necessario aggiungete un pò di acqua di cottura.

Stamattina c’era una luce bellissima …che…..delicatamente accarezzava la mia betulla !

Alla prossima

Pippi

domenica 8 novembre 2009

La Crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio

Avete mai provato l’ebrezza di dare aria al piumone del vostro letto  la mattina alle nove con un cielo terso e un sole tiepidissimo e ritirarlo alle 12.30 completamente zuppo????? Ecco io si….. e, fidatevi, far asciugare una cosa così  enorme e pesante sul  termosifone è un’impresa titanica…l’unico lato positivo è che ora la casa è caldissima come non lo è stata maiiiii prima d’ora!!!!

Ma veniamo a noi….. oggi è il grande giorno … ed è con orgoglio che vi presento la Crostata di mele e mandorle di Adriano Continisio!

Il post di oggi, così come quello di molti altri foddbloggers, è una protesta contro tutti coloro che famosi o non famosi, bruni o biondi, belli o brutti, si impadroniscono del lavoro degli altri senza tanti scrupoli. Questi ‘tizi’ affondano le  mani nel web e in particolare nei nostri blog appropriandosi di foto e  ricette,  lucrandoci sopra perchè poi pubblicano libri oppure fanno trasmissioni televisive o siti internet…….e tutto questo senza  nemmeno chiedere il permesso…….

Insomma, a me piace che qualcuno entri a casa mia….sono un tipo ospitale, la mia casa è aperta a tutti…ma se poi mi porti via una lampada o un portafotografie….senza chiedermelo……..è un furto e tu sei un ladro … o no?!

Allora, nel mio piccolo, voglio rendere giustizia ad Adriano perchè qualcuno è entrato in casa sua e senza dire niente si è portato via la sua crostata, con ricetta incorporata, e se l’è venduta…………non è un furto???

Ecco, questa è la sua  ricetta originale  e quella che segue la mia versione. 

Ingredienti:

400 gr. di pasta frolla (io ho preparato la sua)

4 mele grandi, 600 gr. al netto delgi scarti ( io ho usato le mele renette)

80 gr. di zucchero

4 cucchiai di amaretto di saronno (io ho usato un liquore all’arancia)

succo di 1/2 limone

cannella

----------------------------------------------------------------------------------------

120 gr di uova intere

60 gr. di zucchero

50 gr. farina di mandorle

15 gr. fioretto di mais

15 gr. di fecola di patate

pizzico di sale

estratto di mandorla

una manciata di mandorle a lamelle

sciroppo di zucchero

marmellata di albicocche

 

Procedimento:

1) tagliare le mele sbucciate a cubetti mescolate con il succo del limone e lo zucchero in modo che non anneriscano. Farle saltare a fiamma alta in una padella antiaderente fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporate il liquore e la cannella e lasciate raffreddare.

2) foderare uno stampo da 26 cm con la pasta frolla ( io ho usato uno stampo da 32 cm. aumentando la dose di pasta 550 gr.) e cuocere in bianco per 15 minuti ( per i primi 10 minuti con carta da forno e riso).

3) nel frattempo montare le uova con lo zucchero e il sale, incorporare le polveri e poche gocce di estratto.

4) pennellare la frolla con poca marmellata di albicocche, versare le mele, coprire con la massa di uova e farine, cospargere col le mandorle a filetti.

5) cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa.

6) lucidare la crostata quando è ancora calda con lo sciroppo di  zucchero (100 gr. di acqua e 135 gr. di zucchero portare a bollore e lasciare raffreddare)

Non mi resta che  farvela gustare  un pò più da vicino….. :-) perchè …….. è  veramente deliziosa!

 

Ecco come si presenta la mia betulla stamattina….

 

Alla prossima

Pippi